Jobs Act: cassa integrazione estesa a PMI e apprendisti

lentepubblica.it • 28 Maggio 2015

jobs actIncontro tra governo e organizzazioni datoriali e sindacali. Con il nuovo decreto attuativo del Jobs Act sugli ammortizzatori sociali viene prevista “l’estensione a tutte le imprese, dai cinque dipendenti in su, e agli apprendisti” della possibilita’ di usufruire della cassa integrazione”.

 

Nuovo tetto per la durata della cig, contributi ‘proporzionati’ all’utilizzo ed estensione alle piccole imprese, tra 5 e 15 dipendenti (al posto della cig in deroga pagata dalla fiscalita’ generale e a fronte del versamento di contributo ad hoc), ed agli apprendisti: sono i punti principali del decreto attuativo sugli ammortizzatori sociali al centro dell’incontro del ministero del Lavoro, Giuliano Poletti, con le organizzazioni sindacali e datoriali. Il decreto, insieme a quello sulle politiche attive che punta alla nascita dell’Agenzia dell’impiego e a quello per l’Agenzia unica delle ispezioni, dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri alla “fine della prossima settimana”, ma prima ci sara’ un altro tavolo di confronto con le parti sociali pero’ “in formazioni diverse”, fa sapere il ministro: “Vogliamo essere tranquilli di non commettere errori”, sottolinea. Intanto i sindacati dicono “no alla riduzione della durata e dei trattamenti economici” per la cassa integrazione e per i contratti di solidarietà.

 

Per quanto riguarda, invece, la nuova indennità di disoccupazione, la Naspi, già
introdotta con il Jobs act, Poletti al termine dell’incontro spiega che “abbiamo deciso di fissare strutturalmente la durata a 24 mesi”. Si tratta di “un allungamento stabile”: l’allungamento era infatti previsto a 24 mesi per il 2015 e il 2016, mentre sarebbe sceso a 18 mesi dal 2017. Tornando agli ammortizzatori sociali, si parla di un tetto massimo per la durata massima della cassa integrazione ordinaria e straordinaria di 24 mesi in un ‘quinquennio mobile’, di un taglio del 10% sull’aliquota ordinaria versata mensilmente dalle imprese per la cassa ordinaria (oggi pari al 2,20% della retribuzione per quelle con oltre 50 dipendenti e all’1,90% per quelle sotto i 50) ma un contributo aggiuntivo, dal 9% al 12% e fino al 15% (rispettivamente dopo 12, 24 e 36 mesi), per chi la usa di più: in altre parole, più si utilizza la cig piu’ si paga, in una sorta di meccanismo di bonus-malus.

 

E ancora: estensione anche alle piccole imprese (tra 5 e 15 dipendenti) a fronte di un contributo mensile dello 0,45%. Per quanto riguarda la durata della cig, secondo il testo illustrato e che i sindacati chiedono di “avere” nero su bianco, come spiegato al tavolo, la durata di cig ordinaria e straordinaria sarebbe equiparata al tetto massimo di 24 mesi in 5 anni ‘mobili’; tetto che può salire a 36 mesi ma solo se si attivano contratti di solidarietà (nel caso 24 mesi di solidarietà e 12 mesi di cassa, perchè il meccanismo prevedrebbe un ‘bonus’ di tempo aggiuntivo del 50% in cig rispetto a quello utilizzato per la solidarieta’).

Fonte: Confcommercio
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