La motivazione della propaganda

Roberto Recordare • 11 Gennaio 2022

Non ci sarebbe tanto bisogno di pagare giornali e televisioni per fare propaganda e proselitismo se il messaggio da diffondere non nasconda un’idea volgare e un messaggio subdolo che si vorrebbe far passare.

D’altronde, avere un bel gruzzolo da spendere in propaganda, prelevato dalle tasche degli italiani, riflette la natura di alcuni personaggi che col tempo hanno capito che non bisogna affrontare anni di studio e sottoporsi ad esami per fare un certo tipo di carriera, ma basta prendere per i fondelli le persone e far parte del giro giusto per andare a sedere in Parlamento.

E’ gente che per esperienza sa benissimo che si possono influenzare le persone facendo appello ai loro pregiudizi, molto meglio che con la logica, specialmente utilizzando la leva della paura che è il pregiudizio per antonomasia.

Su questa base, padroneggiando il dispositivo della propaganda, grazie all’asservimento dei media, che costituisce questo potere invisibile, si può fare una manipolazione delle opinioni e far cambiare abitudini alle masse, anche perché l’informazione o quella che oggi viene chiamata informazione, che di fatto non informa ma tende a influenzare, si è sviluppata più  velocemente  della  cultura, quindi, la propaganda ha sicuramente più presa, perché si rivolge alle emozioni e non alla ragione, come tentativo di asservimento.

La massa non ha mai avuto sete di verità ma di illusioni e ha una ricettività limitata con una capacità di dimenticare enorme, per cui basta impostare la propaganda limitandola a pochi punti ripetuti costantemente per farli diventare una verità e far invece nauseare chi ha uno spirito critico e applica la logica.

Chi ha il gusto del razionale si interessa dei fatti e resiste alla propaganda che invece funziona con la maggioranza delle persone. Una minoranza e che la propaganda cerca di isolare, ridicolizzare e mettere la museruola con tutti i mezzi, leciti e meno leciti. La ragione è una assai debole quando si oppone alle menzogne incessanti di giornali e televisioni.

Si tenta di confondere la comunicazione istituzionale con la propaganda e i media hanno grossi problemi a distinguere tra la scienza reale e la propaganda travestita da scienza, una confusione alimentata a suon di euro.

I media fanno parte ormai di un sistema di propaganda che è un tutt’uno con il potere, che cerca consenso anziché dare notizie e spiegare fatti, facendo quell’azione tale da mantenere la gente passiva e obbediente, limitando per quanto possibile lo spettro delle opinioni accettabili. La propaganda ha un estremo disprezzo dei fatti, perché basa tutto sulla convinzione che questi dipendano dal potere che può fabbricarli, praticamente tutto il contrario di quello per cui è nato il giornalismo, ossia diffondere una verità che qualcuno non vuole che si sappia.

La propaganda non solo si serve di messaggi popolari e ripetuti che si vuole fare accettare per veri, ma per affinare la sua azione si astiene da fare informazione, sopprimendo i fatti che è bene siano ignorati. La verità è importante, ma ancor più importante è il silenzio sulla verità.

L’efficacia della propaganda politica non dipende dal messaggio in sé, ma dai metodi che si usano. Le dottrine possono essere vere o false, fa poca differenza o forse nessuna. Non credo ci sia alcun limite alle assurdità che possono essere fatte credere comunemente attraverso l’azione di propaganda di un governo, con l’aiuto dei camerieri del giornalismo.

Ci si scandalizza dei paragoni con la propaganda nazista, ma non c’è nessuna differenza, se non che sono cambiati i tempi e le dittature si possono confondere con il muro di gomma di alcune pseudo democrazie.

Per avere il controllo della propria vita, bisogna controllare la quantità e la qualità dei messaggi a cui si è esposti, perché si rischia di diventare schiavi nel momento in cui consegniamo a qualcun altro il potere di definire la realtà.

Bisogna soffermarsi a riflettere sulle macchinazioni della propaganda che tende a togliere di mezzo il giudizio critico e addormentare le coscienze perdendo la capacità di giudizio. La vera democrazia funziona solo se si cerca di diffondere il sapere e l’uso della ragione, e non facendo appello all’ignoranza, all’irrazionalità e alla paura delle persone.

 

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Fonte: articolo di Roberto Recordare
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