L’Agenda Digitale Italiana boccia l’Innovazione delle Imprese?

lentepubblica.it • 4 Settembre 2015

agendaDopo il “tagliando” che abbiamo provato a fare all’Agenda Digitale Italiana, per capirne meglio lo stato di avanzamento e il grado di completamento, abbiamo proposto lo stesso “esercizio” agli esperti che collaborano più frequentemente con AgendaDigitale.eu. Hanno risposto alle nostre domande in trenta, di varia provenienza: 10 dalla politica (maggioranza e opposizione), 7 dalle imprese, 6 dalle istituzioni, 5 dal mondo dell’education e 2 da associazioni della società civile. Ne sono scaturiti degli spunti di riflessione molto interessanti, a tal punto che abbiamo pensato di suddividere in due articoli il report sui riscontri ricevuti, uno (questo) focalizzato sulle valutazioni e un altro (che pubblicheremo nei prossimi giorni) in cui cerchiamo di integrare le ricche e interessanti proposte dei nostri esperti.

 

Lo schema di analisi che abbiamo proposto è sempre quello che abbiamo scelto di utilizzare per il “tagliando”, dove le aree di valutazione dell’Agenda Digitale non sono ricavate dallo stato attuale dei documenti strategici (es. Crescita Digitale) ma tengono conto dei confini “dell’Agenda Digitale ideale”, come definiti nella ricerca in corso di realizzazione da parte dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano.

 

Questo schema si basa su otto aree strategiche: connettività, infrastrutture per i servizi (dove ricadono ad esempio Italia Login e le iniziative sull’identità digitale), e-government, open government, competenze digitali, innovazione delle imprese, immagine e reputazione internazionale, ricerca e innovazione.

 

La valutazione dello stato dell’Agenda Digitale Italiana

 

Nella prima domanda abbiamo specificato di valutare lo stato dell’Agenda Digitale Italiana “rispetto alle esigenze nazionali”.  Abbiamo chiesto una valutazione non dipendente dalle varie classifiche e dai vari confronti internazionali, che ci vedono nelle ultime posizioni, ma legata al bisogno del Paese. Le risposte sono state molto nette: su una scala che andava da un giudizio “del tutto insoddisfacente” a uno “del tutto soddisfacente”, nessuna risposta è stata al di sopra del punteggio medio, e più della metà (53%) è risultata al di sotto di questo.  E comunque il restante  47% non si è sentito di fornire una valutazione molto negativa. Probabilmente per mettere in evidenza la positività di interventi in atto, più che una situazione realmente soddisfacente.

 

La prova evidente di questa interpretazione è il tipo di risposte che ha ricevuto una domanda posta più avanti, e che analizzeremo in maggior dettaglio: “In quali delle aree l’Italia ha già una situazione soddisfacente o anche di leadership europea? (indicarne al massimo tre)”.  Qui, infatti, ben 20 esperti su 30 hanno scelto di non indicare alcuna area. E degli altri 10 nessuno è riuscito a indicare tre aree.  Insomma, integrando i diversi riscontri, la valutazione sembra in modo abbastanza omogeneo suggerire che ancora la situazione non è soddisfacente, e che il tema dell’Agenda Digitale rimane tra le carenze e le criticità maggiori per la crescita del Paese.

 

Ritardi ed eccellenze

 

Due domande hanno cercato allora di indagare sulle aree ritenute più critiche e in ritardo rispetto agli altri Paesi europei e di stimolare all’identificazione di aree “soddisfacenti”, o addirittura di eccellenza.

 

Come si vede dal grafico riportato, sono state valutate aree di maggior ritardo la Connettività, le Infrastrutture per i servizi, le Competenze Digitali, l’Innovazione delle imprese (tutte oltre il 40% di risposte), mentre con numero di risposte molto più basso (rispettivamente 3 e 4 su 30) sono state segnalate come soddisfacenti o eccellenti Ricerca e Innovazione, E-government e due delle altre  aree valutate criticamente: Infrastrutture di Servizi e Innovazione delle Imprese. Nessuna segnalazione positiva per Open Government e Competenze Digitali.

 

Come già evidenziato, due terzi degli esperti non ha fatto alcuna segnalazione positiva.

 

Sviluppo della strategia

 

Se la situazione corrente è critica e bisogna intervenire, diventa fondamentale che questa consapevolezza si declini in strategie strutturate e convincenti, tali da prospettare dei miglioramenti nel prossimo futuro.

 

In particolare, sarebbe significativo che questo potesse essere riscontrato soprattutto sulle aree valutate in maggior ritardo. Abbiamo chiesto allora quali aree ritenessero avere le strategie più sviluppate e quali meno.

 

Il risultato è interessante: mentre sembra esserci un’opinione abbastanza chiara sul considerare positivamente le strategie su Connettività e Infrastrutture di servizi (qui la differenza tra valutazioni molto positive e molto negative è la più elevata: 57% contro 27% e 47% contro 23%), per le altre aree le valutazioni sono molto controverse. I giudizi molto positivi e molto negativi sullo sviluppo delle strategie si equivalgono per le aree E-government (33%) e Competenze Digitali (40%),  e quasi per l’Open Government, mentre prevalgono i giudizi molto negativi per tutte le altre aree, in particolar modo per Immagine e Reputazione.

 

Analizzando le risposte secondo la provenienza degli esperti, è interessante notare (ma il campione è molto limitato) che per i politici invece la valutazione delle strategie presenti su Connettività e Infrastrutture di Servizi sia negativa (insieme all’Open Government) e che i principali giudizi positivi siano su E-government e Competenze Digitali, mentre quasi nessun politico (solo 2 su 10) indica un’area come già soddisfacente. E chi lo fa ne indica una sola: l’E-government.

Fonte: Agenda Digitale (www.agendadigitale.eu) - articolo di Nello Iacono
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