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Le Iene e le “gang bang”

Recordare Roberto • 28 Maggio 2021

blankConfesso di essere venuto a conoscenza delle gang bang, grazie ad una puntata delle Iene su Italia 1. Non avevo ipotizzato fino a quel momento una cosa simile. A volte la realtà supera la fantasia.

Per chi fosse ancora ignorante sulla pratica (cosa apprezzabile), diciamo subito che la gang bang è una pratica sessuale in cui un soggetto, di sesso maschile o femminile, svolge attività sessuali con una moltitudine di partner, non necessariamente del sesso opposto.

Praticamente un’ammucchiata con una relazione di uno a molti, nel senso che il soggetto protagonista della gang bang è al centro dell’attenzione di tutti gli altri partecipanti.

Ma nel caso di specie, questa pratica veniva fatta praticamente in mezzo alla strada, dove un uomo metteva la propria partner a disposizione della gang bang, ossia di un gruppo di pervertiti che erano pronti, messi a cerchio attorno alla preda, con proprio attrezzo in mano, pronti ad usufruirne a turno, come di solito fanno i cani con una cagna in calore, filmando gli altri e facendosi filmare a loro volta con gli smartphone.

Una scena veramente raccapricciante, che sottende un problema sociale troppo sottovalutato, di malattia mentale diffusa con patologie psichiatriche, secondo lo scrivente ad alto rischio.

Già questo mi faceva rimanere interdetto, fin quando non è sopraggiunta la iena, che ha peggiorato già quello che pensavo non fosse possibile peggiorare. Per un attimo avevo pensato che la iena sarebbe arrivata per stigmatizzare quell’evento animalesco, ma mi sbagliavo.

Il problema era il Covid-19, ossia che quei soggetti non indossavano la mascherina e che non mantenevano il distanziamento sociale, sottolineando che anche in caso di rapporto orale, il problema era che la saliva poteva essere causa di trasmissione del Covid.

A quel punto, non sapevo più che pensare, se non che quando una patologia di disturbo mentale è condivisa, diventa una normalità. Per cui la cosa anormale diventava il distanziamento sociale e il mancato uso delle mascherine, tutto il resto al confronto era una banalità.

Per un attimo ho pensato di essere un disadattato, proprio perché impossibilitato ad adattarmi a questa normalità, per cui le patologie di disturbo psicopatico di personalità, diventano niente di fronte al coronavirus, che grazie ad altre persone disturbate, ma che hanno fatto carriere nel potere, ha peggiorato sicuramente la tenuta mentale delle popolazioni.

E’ chiaro per chi è del settore, ma anche di chi ha una piccola infarinatura di psichiatria, che le persone affette da Disturbo Psicopatico di Personalità, hanno scarse abilità affettive ed interpersonali (superficialità, incapacità di amare, mancanza di rimorsi, mentire patologico) e sul suo comportamento antisociale (scarso controllo degli impulsi e stile di vita parassitario), caratterizzato da una costellazione di caratteristiche affettive, interpersonali e comportamentali specifiche, quali, tra queste proprio i comportamenti e condotte sessualmente promiscue e patologie come il voyeurismo (o scopofilia), con il piacere di guardare persone intente ad accoppiarsi (i cosiddetti guardoni), adesso evoluti a guardoni-social, grazie agli smartphone e ai social network.

A questo punto, la domanda nasce spontanea: lo scoop delle iene è stato fatto in quel modo perché le tv vengono supportate economicamente per fare scandalo se non si mantiene un comportamento anticovid o veramente la percezione di tutta la redazione delle iene, è stata che tra le due cose, quella più scandalosa era realmente quella del non aver mantenuto il distanziamento sociale e la mascherina?

Direi che entrambe le risposte sarebbero deprimenti.

 

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Fonte: articolo di Roberto Recordare
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