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Linee guida per una rete tra Comuni e Centri antiviolenza

lentepubblica.it • 20 Marzo 2014

Il fenomeno della violenza maschile contro le donne ha una matrice di carattere sociale e culturale che richiede una posizione chiara di condanna e un’assunzione di responsabilità da parte del mondo istituzionale, oltre che di quello della società civile.

Per questi motivi l’ANCI e l’Associazione Nazionale D.i.Re – donne in rete contro la violenza il 16 maggio 2013 hanno sottoscritto un importante Protocollo di intesa con l’obiettivo di collaborare per promuovere e sviluppare azioni, progetti o iniziative finalizzate alla prevenzione e al contrasto della violenza maschile contro le donne.
Le Linee Guida per i Servizi Sociali rappresentano il primo importante risultato di questa collaborazione che ha l’obiettivo di costruire una efficace rete di sostegno alla donna e ai suoi figli. Infatti, i Centri Antiviolenza D.i.R.e sono luoghi predisposti per accogliere le donne che hanno subito o subiscono violenza maschile in qualsiasi forma essa si concretizzi; sono gestiti da organizzazioni di donne attive ed esperte nell’accoglienza che utilizzano, da oltre 20 anni, una metodologia basata sull’empowerment e una relazione psico-sociale che salvaguardia sempre l’autodeterminazione della donna.
Il Servizio Sociale può rappresentare l’elemento catalizzatore per promuovere il cambiamento sociale e culturale perché l’assistente sociale del territorio più di altri operatori e altre operatrici ha la possibilità di contribuire a fare emergere il problema della violenza sulle donne. Ad esempio gli interventi di assistenza economica, o le segnalazioni di dispersione scolastica o le richieste di indagine dei Tribunali ed ogni altra attività del servizio, sono occasioni per entrare nelle famiglie, conoscerne lo stile di vita e stabilire con le donne una relazione di fiducia che può facilitare la comunicazione e fare emergere il problema della violenza esperita
Appare quindi chiaro che il Centro Antiviolenza D.i.Re e il Servizio Sociale locale  rappresentino due “nodi di rete” indispensabili per accompagnare la donna che subisce o ha subito violenza verso la decisione consapevole di interrompere il ciclo della violenza, per tutelare il suo diritto di cittadinanza ed integrazione sociale, per costruire il percorso di vita alternativo alla condizione di violenza subita e realizzare il progetto di autonomia.
Le linee guida si propongono di diventare uno strumento di lavoro e collaborazione tra i Centri Antiviolenza e i Servizi Sociali perché studiate per facilitare tra i due nodi di rete l’adozione di un linguaggio comune, di linee operative e procedure condivise, l’utilizzo di una metodologia integrata di presa in carico che tenga particolarmente conto della metodologia di aiuto adottata da oltre 20 anni dai Centri Antiviolenza  D.i.R.e e validata da tutte le principali organizzazioni internazionali che si sono occupate d’intervento e di standard di qualità nell’aiuto offerto alle vittime di violenza.
FONTE: Anci
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