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L’UE sostiene il diritto all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari

lentepubblica.it • 20 Marzo 2014

A seguito del successo della prima iniziativa dei cittadini europei, la Commissione moltiplicherà gli sforzi per migliorare la qualità dell’acqua, delle infrastrutture idriche e dei servizi igienico-sanitari.

Right2Water è la prima iniziativa dei cittadini europei in assoluto che sia giunta a buon fine. Il diritto d’iniziativa, introdotto nell’aprile 2012, consente ai cittadini europei di invitare la Commissione a proporre una legislazione in settori di competenza dell’UE.

Gli organizzatori dell’iniziativa hanno raccolto 1,89 milioni di firme in diversi paesi europei a sostegno del loro obiettivo di garantire che tutti i cittadini dell’UE possano godere del diritto all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari.

Hanno inoltre chiesto:

  • di escludere l’approvvigionamento idrico e la gestione delle risorse idriche dalle logiche del mercato interno e dalla liberalizzazione
  • di intensificare gli sforzi per assicurare un accesso indiscriminato all’acqua e ai servizi igienico-sanitari in tutto il mondo.

Interventi a livello dell’UE

Sebbene abbia deciso di non proporre una nuova normativa, la Commissione ha individuato una serie di problematiche da affrontare, che hanno una rilevanza diretta per l’iniziativa e il raggiungimento dei suoi obiettivi. Si è infatti impegnata a:

  • intensificare gli sforzi per una piena attuazione della legislazione dell’UE da parte dei governi nazionali
  • migliorare la gestione dei dati e la divulgazione delle informazioni ai cittadini
  • valutare le migliori pratiche e promuovere il dialogo e la collaborazione nel settore idrico
  • migliorare la trasparenza e la responsabilità dei fornitori di servizi idrici
  • difendere l’accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari
  • lanciare una consultazione pubblica a livello europeo in merito alla direttiva sull’acqua potabile per valutarne i margini di miglioramento.

No alla privatizzazione dei servizi

Le modalità di gestione dei servizi idrici competono attualmente alle autorità pubbliche dei paesi dell’UE, e la Commissione ha affermato che intende rimanere neutrale e garantire il rispetto delle decisioni adottate a livello nazionale, regionale e locale.

Conformemente agli obiettivi dell’iniziativa Right2Water, la distribuzione e la fornitura dell’acqua continueranno ad essere escluse dalle norme sul mercato interno e dalla liberalizzazione. Lo scorso anno la Commissione ha affermato espressamente che avrebbe escluso i servizi idrici dalla direttiva sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, per fugare i timori di una possibile privatizzazione indiretta delle risorse idriche.

Diritto d’iniziativa dei cittadini europei

Finora oltre 5 milioni di cittadini dell’UE hanno già firmato più di 20 iniziative diverse. Per poter invitare la Commissione a proporre nuove norme, occorre ottenere il sostegno di almeno 1 milione di persone in almeno un quarto dei paesi europei.

FONTE: Commissione Europea

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