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Veneto: sindacati denunciano il processo di aggregazione dei medici

lentepubblica.it • 4 Novembre 2014

Il nuovo piano socio-sanitario regionale approvato due anni fa, rischia di diventare solo un contenitore pieno di buoni propositi e promesse.

Ad oggi il principio “Meno ospedale e più Territorio” rischia di diventare solo uno slogan.

Per questo motivo riteniamo inaccettabile che vi siano ulteriori rinvii nell’implementare, in maniera omogenea, le medicine di gruppo integrate in tutto il territorio regionale. Avviarle rapidamente, ampliando l’orario di apertura degli ambulatori e garantendo prestazioni da parte di più figure professionali, farebbe risparmiare tempo e denaro ai cittadini a al servizio sanitario regionale (minori accessi al pronto soccorso, minori ticket, migliore prevenzione, presa in carico del cittadino, maggiore appropriatezza nella prescrizione di esami specialistici e dei farmaci, ecc.).

Il Governatore Zaia afferma che le Medicine di gruppo integrate non si possono attivare fintanto che non si è certi delle risorse derivanti dalla nuova legge di stabilità dimenticando che negli ultimi anni le risorse spese e quelle previste per favorire questo processo non sono state poche (25 milioni nel 2012 ed altri 15 milioni di euro nel 2013).

Il fatto che una parte dei medici di medicina generale boicotti le aggregazioni perché la maggior apertura degli ambulatori ai cittadini metterebbe in discussione la propria attività libero professionale (dentista, ginecologo, cardiologo, fisiatra, ecc.) non può giustificare il blocco di una parte essenziale della programmazione socio-sanitaria di una Regione.

Ricordiamo a tutti che il piano socio-sanitario approvato nel 2012 identificava “…..come obiettivo strategico la diffusione su tutto il territorio regionale delle Medicine di Gruppo integrate” e che esse avrebbero dovuto garantire, a partire dall’1.1.2016, “…. un’assistenza globale, cioè dalla prevenzione alla palliazione, continua, equa e centrata sulla persona, h24, 7 gg su 7”.

La legge di stabilità quindi non c’entra nulla!

Quando si approvano leggi o si sottoscrivono accordi che impegnano il bilancio regionale bisogna essere conseguenti.

Se invece il problema è che qualcuno continua a giocare al rilancio di richieste economiche (parte dei medici di medicina generale) e qualcuno ha paura a dire di no (la Giunta Regionale) la responsabilità non può che essere solo ed esclusivamente politica.

Con forza chiediamo alla Giunta Regionale di approvare rapidamente il contratto di esercizio e di mettere a diposizione delle Ulss le risorse necessarie  per onorare la scadenza del 31.12.2015 per l’avvio delle medicine di gruppo integrate in tutta la regione Veneto.

In caso contrario si esplori la possibilità di assumere i nuovi medici di base nel SSN che così diventerebbero parte integrante “la mission” del servizio stesso.

 

 

FONTE: Sindacati dei pensionati (Spi, Cgil, Fnp Cisl e Uilpensionati Uil)

 

 

personale statale

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