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Norme sui visti: nuove proposte di semplificazione

lentepubblica.it • 2 Aprile 2014

Le attuali norme sui visti hanno  migliorato la mobilità dei viaggiatori legittimi e contribuito a un aumento del numero di domande. Un più facile accesso allo spazio Schengen per i viaggiatori legittimi è significativo anche ai fini di  stimolare l’attività economica e per la creazione di posti di lavoro, ad esempio nel settore del turismo e in quelli connessi della ristorazione e dei trasporti. La Commissione europea ha presentato  in questi giorni una proposta per procedure sensibilmente più brevi e semplici per i richiedenti il visto per soggiorni di breve durata  che comporteranno risparmi in termini di costi e meno burocrazia,  garantendo al contempo il livello di sicurezza. La proposta della Commissione comprende norme procedurali più chiare e procedure più veloci: i termini per il trattamento e per la decisione su una domanda di visto sono ridotti da 15 a 10 giorni, inoltre il termine di presentazione delle domande è stato innalzato da tre a sei mesi prima della partenza prevista, per consentire ai viaggiatori di pianificare con anticipo. L’elenco dei documenti giustificativi che devono essere presentati dai richiedenti il visto sarà reso esaustivo e semplificato e la maggiore armonizzazione dei requisiti a livello locale garantirà parità di trattamento degli interessati. L’obbligo di stipulare un’assicurazione sanitaria di viaggio, spesso costosa, è eliminato. Secondo la proposta, se lo Stato membro competente per il trattamento della domanda di visto non è presente né rappresentato in un determinato paese terzo, il richiedente ha diritto di presentare la domanda di visto in qualsiasi consolato presente (“rappresentanza obbligatoria”); le visite ripetute saranno rese più agevoli grazie all’introduzione di criteri obbligatori per l’ottenimento di un visto per ingressi multipli valido per tre anni e successivamente per cinque anni per i “viaggiatori abituali registrati nel VIS”. L’introduzione di un visto di circolazione  consentirà ai cittadini di paesi terzi autorizzati di entrare e di circolare nello spazio Schengen per un periodo massimo di 1 anno (purché non soggiornino nel medesimo Stato membro per più di 90 giorni su un periodo di 180 giorni), con la possibilità di proroga fino a un massimo di due anni (a condizione di non soggiornare per più di 90 giorni su un periodo di 180 giorni nel territorio del medesimo Stato membro). Tale regime si applicherebbe, ad esempio, agli artisti che si esibiscono in spettacoli dal vivo nello spazio Schengen per un periodo di tempo prolungato, ma anche a singoli viaggiatori, ad esempio turisti, ricercatori e studenti che intendono soggiornare per periodi più lunghi in Europa. Le proposte dovranno ora essere approvate dal Consiglio dell’Unione europea e dal Parlamento europeo.

FONTE: Aiccre (Associazione italiana dei Comuni e delle Regioni d’Europa)

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