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Novità sulla Tassa di Soggiorno: rischio di aumenti pesanti

lentepubblica.it • 10 Dicembre 2019

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Novità sulla tassa di soggiorno: in base a quanto previsto dalla Manovra Economica sembra che sia destinata ad aumentare. E questi rincari stanno già facendo discutere parecchio viaggiatori ed esercenti.


Una novità sulla tassa di soggiorno rischia di trasformarsi in una mazzata economica.

Un bel grattacapo sia per gli albergatori, sia per i turisti: ci si troverà infatti ad affrontare un’ulteriore spesa durante la vacanza.

Scopriamo di cosa si tratta.

Novità sulla Tassa di soggiorno: previsti aumenti

Sono in arrivo infatti note dolenti dalla nuova manovra di bilancio: previsto infatti il raddoppio del limite massimo della tassa di soggiorno.

La misura si trova in un emendamento al dl fiscale, approvato dalla commissione Finanze della Camera.

Nello specifico, questo emendamento porterebbe aumenti consistenti del tributo in alcune città, dove il balzello potrebbe arrivare fino a 10 euro a notte.

Questo per effetto, come anticipato sopra, proprio del raddoppio del limite massimo da 5 a 10 euro.

Il raddoppio di questo limite rischia di aumentare di gran lunga gli importi da corrispondere. E così, da un lato, si aggrava il peso sulle tasche dei viaggiatori, e dall’altro lato diventa concreta la possibilità di “azzoppare” le attività ricettive, che vedrebbero “svuotate” le proprie strutture.

Le reazioni

Una decisione che ha fatto indignare le associazioni di categoria, scatenando molte proteste.

“Il nostro settore, dopo tante promesse, trattato come la solita vacca da mungere”

commenta Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi.

A fargli eco è Giulio Cavara, presidente di Federalberghi Verona, che aggiunge:

“Il problema però resta e sembra essere alle prese con la proverbiale Repubblica delle Banane […] Mentre altri Paesi investono in promozione qui si trova più facile creare fonti di approvvigionamento per le casse comunali. Elevare la tassa di soggiorno o addirittura pensare di raddoppiarla lo ritengo un semplice suicidio economico. In realtà la vera operazione da fare sarebbe recuperare l’evasione nel settore delle locazioni turistiche che nelle stime vale circa 2 o 3 milioni. Ma è più comodo, forse, colpire chi paga”.

D’altro canto i Comuni potrebbero trarre vantaggio da questo nuovo calcolo, con un rimpinguamento notevole delle proprie casse. E anche per questo molti Enti si stanno già preparando a gestire in maniera efficace tutte le procedure.

A tal proposito ci sono alcune iniziative promozionali degne di nota, come quella portata avanti dal Comune di Catania “The best of Sicily in one City”, la cui campagna pubblicitaria è finanziata con parte del gettito proveniente dalla tassa di soggiorno, mostrando un uso consapevole e virtuoso delle risorse interessate.

Iniziative favorite da strumenti come TravelTax, che permette agli Enti di avere completo controllo sulle interazioni tra le strutture ricettive e i comuni.

Dove saranno applicati gli aumenti?

Specifichiamo che l’aumento sarà consentito solo nelle città che hanno un numero di presenze di turisti indicativamente oltre 20 volte il numero dei residenti, quindi non in ogni Comune italiano. I ricavi di tale tassa saranno incassati dai Comuni, che nel corso del 2019 dovrebbero ottenere complessivamente più di 600 milioni di euro.

I Comuni, si legge nella proposta di modifica,

”sono individuati con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione”.

Una delle circostanze maggiormente degne di nota, è l’assenza di città come Roma e Milano che, nonostante l’elevato numero di visitatori che registrano ogni anno, soprattutto Roma con 26 milioni, non superano il parametro del numero di turisti necessari. Sono invece incluse città come Venezia e Firenze, la prima con 11 milioni di turisti e la seconda con 10 milioni annuali.

Saranno colpite anche località di piccole dimensioni, come JesoloCortinaCapri Rimini. Tutte località con un basso numero di residenti, ma frequentatissime durante la stagione turistica sia da italiani che da stranieri, entrambi colpiti dalla tassa.

Finora sono più di 1000 i Comuni italiani abilitati al raddoppio:

  • Il 41,2% al Nord-Est;
  • Il 26% al Nord-Ovest;
  • La percentuale al Sud corrisponde al 17,3%;
  • Infine il 15,5% al Centro.

Per quanto riguarda la loro posizione geografica troviamo:

  • La maggioranza in montagna, con il 31,6% (315);
  • I comuni sul mare corrispondono al il 19,7% (196);
  • Quelli in collina sono 161, ovvero il 16,1%;
  • Infine, le località di lago sono 96 mentre quelle termali sono 40.

Alcuni dati fanno emergere anche che, seppur le città d’arte siano “appena” 104, incassano gli importi più elevati.

Parlando di importi elevati, al momento Roma incassa 130 milioni di euro annui, il 27,7% del gettito totale, che tra l’altro corrisponde alla città italiana con più incassi, e nonostante nella suddetta la tassa di soggiorno non sarà raddoppiata, sono comunque cifre importanti.

Sono Roma insieme a Milano, Firenze e Venezia porta l’incasso a più del 58% del totale, oltre 240 milioni di euro, e considerando che 2 tra queste potranno raddoppiare la sopracitata tassa, l’incasso è destinato ad aumentare, e di molto.

Fonte: articolo di Claudio Bonaccorso
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