Il cartello “Attenti al cane” esonera da un eventuale risarcimento?

lentepubblica.it • 7 Aprile 2017

attenti al caneIl cartello Attenti al cane è obbligatorio per il padrone? Può servire ad escludere il risarcimento a carico di questi?


Chiarimenti arrivano dalla corte di Cassazione con una recente sentenza, 13 gennaio – 5 aprile 2017, n. 17133.

 

Secondo la Corte la pericolosità degli animali non può essere ritenuta solo in relazione agli animali feroci, ma può sussistere anche per gli animali domestici che, in date circostanze, possono divenire pericolosi, ivi compreso il cane, animale normalmente mansueto, la cui pericolosità deve essere accertata in concreto, considerando la razza di appartenenza ed ogni altro elemento rilevante. Ne consegue che al proprietario del cane fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto a controllare e custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi, anche all’interno dell’abitazione (Sez.4, sent.n.6393 del 10 gennaio 2012, Rv.251951; Sez.4, sent.n.18814 del 16 dicembre 2011, Rv.253594).

 

Il proprietario non può dirsi esonerato dal custodire adeguatamente l’animale dal sol fatto di aver apposto un cartello con la scritta “attenti al cane”. Un tal genere di cartello costituisce mero avviso della presenza del cane, che certo non esaurisce gli obblighi del proprietario di evitare che l’animale possa recare danni alle persone, obblighi che andavano adempiuti assicurando il cane ad un guinzaglio o ad una catena, ovvero custodendolo in una zona del giardino che non gli consentisse di avvicinarsi agli estranei ovvero di scappare.

 

Va poi osservato che il cane, peraltro di grossa taglia, andava controllato sia all’interno sia all’esterno della proprietà, come correttamente rilevato dal Procuratore ricorrente, il quale ha evidenziato che la motivazione della impugnata sentenza, nella parte in cui attribuiva un’imprudenza alla stessa parte lesa che aveva fatto ingresso nel giardino nonostante il divieto “attenti al cane”, appare censurabile anche laddove non ha tenuto conto della relazione di Servizio redatta dai Carabinieri, confermata in dibattimento, che attestava invece che l’aggressione era avvenuta fuori della proprietà dell’imputato, cioè per l’uscita del cane dal cancello e non per l’ingresso della persona offesa.

 

In allegato il testo completo della Sentenza.

 

 

 

 

Fonte: Corte di Cassazione
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