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Occorre creare un’ecosistema imprenditoriale nuovo per i giovani manager italiani

lentepubblica.it • 5 Novembre 2014

Il presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio ha inaugurato la due giorni del Forum in programma al Maxxi di Roma invitando a “trovare strumenti che aiutino l’impresa italiana a crescere e a essere più produttiva”. La legge di stabilità “porta troppo lentamente fuori dalle secche della bassa crescita il nostro Paese”.

“Per contrastare la bassa produttività che affligge il nostro Paese occorre fare molto di più e meglio per accrescere redditi, consumi, prodotto medio per occupato e per realizzare una maggiore competitività. Vanno dunque trovati strumenti che aiutino l’impresa italiana a crescere e a essere più produttiva”. Così il presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio, Alessandro Micheli, ha commentato il Rapporto sul terziario di mercato presentato dal responsabile dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, nel corso della conferenza stampa che ha inaugurato la due giorni del Forum in svolgimento al Maxxi di Roma.

Bisogna sostenere le imprese, insomma, perché “chi fa impresa crea lavoro e produce ricchezza e benessere per sé e per la collettività, ma ha bisogno di condizioni favorevoli di contesto”.  Invece, per Micheli, “ogni giorno gli imprenditori si trovano a combattere contro una crisi che sembra non finire mai, un fisco opprimente e una burocrazia asfissiante che complicano ancora di più una missione già di per sé difficile”. Quanto al ruolo dei giovani,  Micheli ha sottolineato che “sono ancora disposti a scommettere e ad investire sul Paese, adeguano le loro imprese ad un mercato mutato, innovano, fanno nuova occupazione per tornare ad essere vincenti”, ma anch’essi hanno bisogno di “una burocrazia snella e razionale con un sistema del credito evoluto e modulato sulle reali, mutate esigenze di chi fa impresa, e con un carico fiscale ad un livello compatibile con l’esigenza di crescita che calibri finalmente la tassazione diretta ed indiretta rendendola equa nel rapporto tra esigenza di cassa dello Stato e servizi da questo erogati e resi a cittadini e imprese”.

Serve, insomma, “un ecosistema imprenditoriale nuovo e vitale che esalti il ruolo dell’impresa e stimoli competitività ed innovazione”. Il presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio ha quindi lanciato un messaggio al governo Renzi, a cui viene riconosciuto il merito di “voler rompere con gli schemi tradizionali e di voler innovare, aprendo una nuova stagione di riforme del Paese”, proponendo due diversi sistemi di incentivi: uno per la ricerca, oggi tarato sostanzialmente solo per l’industria e per le grandi imprese, l’altro per l’innovazione a favore di tutto il sistema delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti, e che tenga conto in particolare delle start-up.

C’è stato poi spazio anche per la questione meridionale, a proposito della quale Micheli ha parlato di “una situazione del Mezzogiorno ulteriormente aggravatasi, il Sud sta collassando, si spopola e si disperde, perde forze di lavoro. Ma senza il Mezzogiorno il Paese non riparte. Va colmato il gap infrastrutturale e serve una massiccia operazione di riqualificazione urbana, di miglioramento dell’accessibilità, di elevati standard di legalità, di lotta all’abusivismo e al degrado urbano e ambientale. I giovani imprenditori del Sud stanno lottando contro tutto e tutti, vanno adeguatamente supportati”. Infine Micheli ha accennato alla legge di stabilità, “condivisibile nell’impostazione generale, ma troppo timida sia nei tagli di spesa che nella riduzione delle tasse”.

Gli incrementi dell’Iva e delle accise, infatti, “determinerebbero un ulteriore aggravio fiscale con inevitabili effetti depressivi su Pil e sui consumi e ciò vorrebbe dire la definitiva chiusura del sipario sulle possibilità di ripresa del Paese”, mentre per l’ennesima volta “è rimasto sulla carta il fondo taglia tasse”. “Siamo di fronte ad una manovra che porta troppo lentamente fuori dalle secche della bassa crescita il nostro Paese e soprattutto non crea le condizioni per una crescita robusta e duratura nel medio periodo”, ha concluso il presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio.

 

 

 

FONTE: Confcommercio

 

 

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