Omicidio Stradale: arriva l’ok dal Senato

lentepubblica.it • 11 Dicembre 2015

omicidio stradale crimineL’aula del Senato ha approvato con la fiducia il maxiemendamento del Governo sull’introduzione dell’omicidio stradale. Il testo ora dovrà passare nuovamente alla Camera.

 

Arriva la previsione dell’obbligatorietà dell’arresto in flagranza per il conducente professionale, più attenuanti in caso di concorso di colpa e sospensione della patente anche a chi abbia una licenza di guida non italiana. Sono queste le novità introdotte dal Senato che oggi ha votato la fiducia al maxiemendamento (1.700) interamente sostitutivo del disegno di legge approvato dalla Camera a fine Ottobre. In sostanza, si torna allo stesso trattamento che era stato previsto dalla versione licenziata a giugno dal Senato.

 

La novità più importante contenuta nel maxiemendamento riguarda i casi in cui c’è concorso di colpa, che comporta la diminuzione della pena fino alla metà. Se ne avrà diritto ogni volta in cui la responsabilità non sia solo del colpevole, mentre nel testo della Camera questo era previsto solo quando emerge «una condotta colposa della vittima». Il guidatore imputato, nel testo uscito dalla Camera non avrebbe potuto dunque usufruire del dimezzamento della pena nemmeno in caso di colpa di terzi, per esempio dell’ente proprietario della strada che spesso mette chi guida in condizione di sbagliare. Mentre la versione del Senato risolve tale disparità.

 

Il maxiemendamento torna nella sostanza alla prima versione del Senato anche per quanto riguarda l’arresto obbligatorio in flagranza. Esso è sempre previsto per chi causa un incidente mortale mentre si trova in stato di ebbrezza media (tasso alcolemico oltre 0,81 grammi/litro) o di alterazione da droghe. Anche se trattasi di conducente professionale. Altra disparità eliminata riguarda il periodo di revoca della patente per i conducenti in possesso di patenti rilasciate da Stati esteri. Il maxiemendamento prevede, al posto della revoca (che non può essere disposta da un’autorità italiana), l’inibizione alla guida in territorio italiano, previsto dall’articolo 135 del Codice della strada. Il testo ora dovrà tornare per alla Camera, il quarto, che dovrebbe comunque arrivare entro la fine dell’anno, in modo da rispettare le promesse fatte dalla politica alle associazioni delle vittime della strada.

 

Pdl: irragionevole l’aggravante per la fuga del conducente. Secondo Riccardo Mazzoni (Pdl) pur se le modifiche apportate sono apprezzabili restano diverse criticità che avrebbero suggerito un ulteriore approfondimento parlamentare. In particolare sull’aggravante in caso di fuga del conducente, prevista sia per l’omicidio stradale che per le lesioni personali stradali, sulle quali “restano profili di incongruità che emergeranno soprattutto in sede applicativa. Infatti, in caso di fuga, è previsto un aumento della pena da un terzo a due terzi, ma contestualmente è imposto un minimo edittale superiore di oltre il doppio rispetto al minimo previsto per il reato commesso senza aggravante. Si determina quindi, nella ipotesi di minore gravità, l’effetto paradossale di un aumento di pena abnorme e comunque proporzionalmente maggiore rispetto alle ipotesi più gravi”.

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Valerio Damiani
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