Opere Incompiute: le stazioni appaltanti devono trasmettere i dati

lentepubblica.it • 28 Marzo 2019

opere-incompiute-stazioni-appaltantiNota del ministero delle Infrastrutture: scadenza imminente per le stazioni appaltanti. che devono trasmettere dati su opere incompiute.


Con la nota del 21 marzo 2019 il Ministero delle infrastrutture rammenta la scadenza del 31 marzo p.v. entro la quale le stazioni appaltanti, gli enti aggiudicatori e gli altri soggetti aggregatori devono trasmettere le informazioni e i dati riguardanti le opere pubbliche incompiute secondo quanto stabilito dal DM n. 42/2013.

Nella nota del Ministero delle Infrastrutture si precisa che le stazioni appaltanti sono tenute alla pubblicazione delle opere incompiute nell’elenco- anagrafe anche nell’ipotesi in cui la medesima opera è stata oggetto di inserimento nell’elenco pubblicato in data 30 giugno 2018 per un’opera in cui persista una delle condizioni di incompiutezza.

La ricognizione delle opere incompiute assume particolare rilevanza anche alla luce delle indicazioni del Regolamento previsto dal Codice dei Contratti e recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che disciplina le procedure e gli schemi-tipo per la redazione e la pubblicazione della programmazione di lavori, servizi e forniture. Il Regolamento prevede, a partire dalla programmazione triennale dei lavori 2019-2021, la pubblicazione delle incompiute da parte degli enti locali, indicando per ciascuna opera il destino, dal completamento, al riutilizzo, alla demolizione.

Il Sistema informativo di monitoraggio delle opere incompiute (Simoi), attivato dal Mit nel 2013, è accessibile dal sito del Servizio Contratti Pubblici (www.serviziocontrattipubblici.it), ed è una banca-dati delle opere incompiute di competenza delle amministrazioni statali, regionali e locali. Si tratta di uno strumento conoscitivo, a supporto delle stazioni appaltanti e degli enti aggiudicatori, che consente di monitorare, ogni anno, lo stato di avanzamento delle opere incompiute secondo parametri oggettivi e predeterminati.

 

 

Fonte: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
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