Le dichiarazioni di Papa Francesco sull’aborto: le reazioni delle Associazioni in difesa dei Diritti delle Donne

Simone Bellitto • 11 Ottobre 2018

papa-francesco-aborto-reazioniFanno discutere le dichiarazioni di Papa Francesco in merito all’aborto: la reazione delle associazioni, che difendono l’applicazione della Legge 194 e i diritti delle Donne, rispondendo all’udienza generale di Bergoglio in Piazza San Pietro.


“Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? E’ giusto o no? E’ giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Non si può, non è giusto fare fuori un essere umano benchè piccolo per risolvere un problema. E’ come affittare un sicario per risolvere un problema”.

 

Questo era stato il paragone, davvero piuttosto ardito, di Francesco durante l’ultima udienza generale in Piazza San Pietro. Un discorso che rimarca posizioni analoghe, già espresse anni fa: nel 2016 Francesco aveva detto che «l’aborto non è un male minore, è un crimine, è far fuori, è quello che fa la mafia».

 

Dichiarazioni forti cui alcune associazioni hanno preferito ribattere, per una discussione più chiara, limpida, e meno oscurantista in merito all’aborto.

 

Il pensiero delle associazioni

 

Le associazioni hanno subito ribattuto alle accuse verso la figura femminile che ricorre all’aborto.

 

Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

 

“sarebbe forse bene che il Papa e chi la pensa come lui, invece di dare dell’assassina alla donna che decide di abortire” riflettessero su “l’ottusa resistenza alla contraccezione e l’opposizione alla diagnosi genetica pre-impianto”.

 

Da sempre, come riportato anche dal sito dell’associazione

 

“L’Associazione Luca Coscioni si batte perché tutti possano prendere queste decisioni in autonomia e responsabilmente, sia attraverso l’impegno per un’adeguata informazione sessuale e riproduttiva e per un reale accesso per tutte/i ai moderni metodi contraccettivi, sia per garantire il diritto all’interruzione di gravidanza, evitando che l’obiezione di coscienza possa limitare i diritti della persona.”

 

Per Adele Orioli, portavoce dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) sono “parole sconcertanti” e “di inaudita violenza” anche se è “noto che sul corpo e sulle scelte delle donne la Chiesa si è sempre permessa di dire di tutto. E il “rivoluzionario” Papa Francesco non fa alcuna eccezione”.

 

Il pensiero dei medici a favore dell’applicazione della Legge 194

 

Ricordiamo, per concludere, che anche la LAIGA, (Libera Associazione Italiana Ginecologi per Applicazione  legge 194), ha sempre difeso i diritti delle donne che ricorrono all’aborto, in un bellissimo e toccante passaggio riportato sul proprio portale, rivolto ai tempi all’ormai ex ministro Beatrice Lorenzin:

 

“Alcuni di noi sono abbastanza vecchi da ricordarsi le donne che abortivano clandestinamente e che avevano complicanze post abortive. Perforazione, emorragia, infezione. Alcuni di noi le hanno viste. Queste donne, dopo aver eseguito un aborto, in cucina o nello studio del medico o di altri operatori non meglio identificati, tornavano a casa. A volte stavano bene. A volte gli veniva la febbre, perdevano sangue, avevano dolori.

 

Il medico che aveva praticato l’aborto spesso non rispondeva, per non essere coinvolto. I migliori le accompagnavano in macchina, visto il disastro, fino al pronto soccorso, le spingevano fuori e scappavano ad alta velocità, ingiungendo il silenzio, tanto sarebbero andate in carcere anche loro.

 

Le altre andavano a casa e aspettavano, aspettavano, aspettavano. Avevano paura di andare in prigione andando in ospedale. Aspettavano ancora. La febbre saliva, uno, due, tre giorni. A volte perdevano sangue, avevano dolori atroci. Alla fine si trascinavano in ospedale, ormai agonizzanti, per essere ricoverate in rianimazione e morire nelle successive 48 ore.

 

[…] Donne giovani con figli piccoli, donne adulte, amanti irregolari di uomini sposati, prostitute, ragazze non sposate rimaste incinta prima del matrimonio.

 

Semplicemente donne.

 

La legge 194/78 ha messo fine a tutto questo. Ha reso la procedura abortiva legale, ha permesso alle donne di scegliere, il progresso generale ha fatto scendere costantemente i numeri degli aborti ogni anno […] perché le donne si sono guadagnate il diritto a scegliere consapevolmente durante la loro vita.

 

Poi non sempre si può e allora per fortuna c’è la legge 194. L’aborto libero e gratuito della nostra giovinezza. Sicuro.”

 

 

Fonte: articolo di Simone Bellitto
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