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Il parere di alcuni sindaci sul nuovo Dl cultura

lentepubblica.it • 23 Maggio 2014

Il dl Cultura approvato oggi dal Consiglio dei ministri “è un provvedimento atteso da tempo, che va nella direzione da noi auspicata, quella dell’apertura alla partecipazione dei privati nel recupero dei beni culturali”. Lo ha detto il sindaco di Venezia e delegato Anci alle Città metropolitane, Giorgio Orsoni, commentando il via libera del Consiglio dei ministri al decreto che, oltre alle agevolazioni fiscali per chi sponsorizza l’arte, prevede sconti fiscali ai ‘mecenati’.
“Si tratta di un punto di partenza ma anche di un grande passo in avanti – ha rimarcato Orsoni – perché ci mette in linea con i Paesi moderni d’Europa. Inoltre, è la conferma della grande attenzione, più volte annunciata del governo, verso la Cultura. Il ministro Franceschini ha quindi mantenuto la parola”.
I Comuni in generale e le città d’arte in particolare “si aspettano molto da questo decreto – ha aggiunto il sindaco di Venezia – perché il contributo dei privati può dare una grossa mano a rimettere in moto l’economia, penso ad esempio attraverso agli appalti per recupero di immobili o alle opere per la modernizzazione dei musei”. “Per Venezia poter contare su un decreto come questo è essenziale ma Venezia è solo una delle città d’arte. Gran parte delle nostre città possiedono un patrimonio inestimabile che da questo provvedimento trarranno grande ossigeno”.

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Tra gli aspetti importanti del decreto Cultura varato oggi dal Consiglio dei ministri, il sindaco di Assisi e delegato Anci al Turismo, Claudio Ricci, considera “molto importante l’ampia collaborazione che viene messa in atto tra il pubblico e i soggetti privati. Sono infatti i criteri normativi di defiscalizzazione che spiccano nel quadro complessivo di questo decreto”.
Per il sindaco di Assisi “vengono sostanzialmente recepite le indicazioni arrivate da Anci e devo riconoscere al ministro Franceschini una grande operatività e pragmatismo, che mette l’Italia in linea in linea con i grandi Paesi dell’Ue e ci avvicina alla Spagna dove su cultura e Turismo si defiscalizza il contributo dei privati fino al 90%”.
Si tratta in sostanza, per Ricci di “un passo importante per il sistema dei Comuni e per Anci che si conferma valido sostegno tecnico-operativo per le amministrazioni e promotore di iniziative e proposte atte a favorire lo sviluppo e la crescita dei territori, che da cultura e turismo possono trarre solo giovamento”.

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“Per una città come Siena che si prepara alla sfida per diventare capitale della cultura 2019, il decreto varato oggi rappresenta una vera e propria ciliegina sulla torta”. E’ quanto dichiara il sindaco di Siena, Bruno Valentini, commentando il disco verde del Consiglio dei ministri al cosiddetto decreto Cultura.
“E’ di certo una innovazione che ci mette al passo dei Paesi più avanzati d’Europa. Tengo a sottolineare, inoltre, – aggiunge Valentini – che il provvedimento replica quanto già fatto dalla Regione Toscana che ha introdotto incentivi fiscali, sotto forma di bonus, per i contributi dei privati superiori ai mille euro. Per una città come la nostra che fa delle politiche culturali una vera e propria leva di sviluppo – conclude Valentini – il decreto di oggi ci fornisce ancora maggior spinta per arrivare preparati alla sfida del 2019”. 

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“Per una città come la nostra che, dopo l’esperienza industriale, sta tentando di affermare il modello turistico-culturale, il decreto rappresenta un’opportunità di rilancio e di riqualificazione del patrimonio”. Lo afferma il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo in merito al decreto cultura approvato ieri dal Consiglio dei ministri Riferendosi in particolare agli sconti fiscali per le forme di ‘mecenatismo’, Garozzo rileva che “il governo ha fatto bene a scegliere una strada che ci colloca in linea con le più avanzate esperienze europee, mette nuova benzina nell’economia e dà centralità ai beni culturali, così come deve essere nel Paese che da solo possiede la fetta più grossa del capitale mondiale.
Secondo il primo cittadino siracusano, “il ministro Franceschini ha saputo interpretare, e trasformare in provvedimento, un’esigenza diffusa delle città d’arte, da sempre costrette a fare i conti con risorse limitate. Ma anche – conclude – con l’esigenza di riqualificare e valorizzazione il loro patrimonio per sfruttarne le grandi potenzialità”.

FONTE: Anci

cultura digitale

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