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Partecipate: il Project Manager risponde di reati propri?

lentepubblica.it • 30 Giugno 2017

project managerLa Quinta penale della Cassazione – sentenza n. 31676/17 – entra nel delicato e talvolta grigio rapporto tra impresa pubblica e privata: il Project Manager della Partecipata, nel caso specifico, risponde di reati propri?


 

Ai fini della configurabilità del reato di corruzione propria, non è determinante il fatto che l’atto d’ufficio o contrario ai doveri d’ufficio sia ricompreso nell’ambito delle specifiche mansioni del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio, ma è necessario e sufficiente che si tratti di un atto rientrante nelle competenze dell’ufficio cui il soggetto appartiene ed in relazione al quale egli eserciti, o possa esercitare, una qualche forma di ingerenza, sia pure di mero fatto.

 

A tal proposito la giurisprudenza  di  legittimità  cataloga  il  delitto  di corruzione nella categoria dei reati «propri funzionali» perché  elemento necessario di tipicità del fatto è che l’atto o il comportamento oggetto del mercimonio rientrino nelle competenze o nella sfera di  influenza  dell’ufficio  al quale appartiene il soggetto corrotto, nel senso che occorre che  siano espressione, diretta o  indiretta,  della  pubblica  funzione  esercitata  da quest’ultimo, con la conseguenza che il delitto di corruzione passiva ricorre se l’intervento del pubblico ufficiale in esecuzione dell’accordo illecito comporta l’attivazione di poteri istituzionali propri del suo ufficio o è in qualche maniera a questi  ricollegabile, mentre è escluso  quando destinato a  incidere  nella sfera di attribuzioni  di  pubblici  ufficiali  terzi  rispetto  ai  quali  il  soggetto  agente  è assolutamente carente di potere funzionale.

 

Pertanto è necessario e sufficiente che si tratti di un atto rientrante nelle competenze dell’ufficio cui il soggetto appartiene e in relazione al quale egli eserciti, o possa esercitare, una  qualche forma di ingerenza, sia pure di  mero fatto.

 

Il project manager di una società partecipata risponde dei reati propri del pubblico ufficiale e/o dell’incaricato di pubblico servizio. A determinare la sussistenza del reato proprio non è tanto la qualifica formale ma piuttosto le funzioni espletate nel ruolo e, anche, quelle svolte all’interno della squadra incaricata di realizzare le opere previste dall’appalto.

 

In allegato il testo completo della Sentenza della Corte di Cassazione.

 

 

Fonte: Corte di Cassazione
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