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Patrimonio immobiliare italiano: istantanee dell’Agenzia delle Entrate e del MEF

lentepubblica.it • 18 Febbraio 2015

La casa continua a essere il sogno preferito degli italiani. Quasi otto famiglie su dieci, infatti, risiedono in abitazioni di proprietà, con punte più alte al Sud (82,1%) rispetto al Nord (74,5%) e al Centro (72,8%). Cresce lo stock immobiliare, che raggiunge quota 62 milioni e 877mila unità, circa 1,1 milioni in più rispetto all’anno precedente. In riferimento all’Imu, il tax gap, cioè la differenza tra il gettito potenziale e quello incassato, è pari a 4,2 miliardi di euro (il 18,4% del gettito teorico).

Sono solo alcuni dei dati contenuti nel volume “Gli immobili in Italia”, lo studio curato dal dipartimento Finanze del ministero dell’Economia e delle Finanze e dall’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con Sogei e l’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, che fornisce un fermo immagine della situazione del patrimonio immobiliare italiano al 31 dicembre 2012.
Il rapporto è stato presentato oggi presso l’Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, presenti, tra gli altri: il viceministro dell’Economia e Finanze, Luigi Casero; il presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, Giacomo Antonio Portas; il direttore generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella; il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.

Il patrimonio immobiliare italiano sotto la lente
Il volume si apre con un’analisi degli utilizzi dello stock immobiliare in Italia, seguita da un’analisi territoriale del valore del patrimonio abitativo, con un focus sulle tre principali città metropolitane: Roma, Milano e Napoli.
Il terzo capitolo approfondisce la distribuzione della proprietà e del patrimonio immobiliare sul territorio nazionale, in relazione alle caratteristiche socio-demografiche ed economiche dei proprietari, mentre il quarto capitolo illustra le politiche di tassazione immobiliare adottate nei Paesi Ocse, focalizzandosi in particolare sui principali Paesi europei.
Il quinto capitolo descrive il sistema di tassazione immobiliare italiano, delineandone l’evoluzione e puntando l’attenzione sugli sviluppi più recenti.
Chiude la pubblicazione un approfondimento sul tax gap delle imposte immobiliari e sulla perequazione fiscale.

In crescita lo stock immobiliare e la superficie media abitativa
Aumenta il numero delle unità immobiliari censite nelle banche dati catastali. Nel 2012, infatti, lo stock immobiliare italiano ha superato quota 62 milioni e 877mila, con 1,1 milioni di unità in più rispetto al 2011. Un aumento che è stato influenzato, oltre che dall’accatastamento delle nuove costruzioni e dai fenomeni di frazionamento o di unificazione delle unità immobiliari preesistenti, soprattutto dal successo dell’operazione di regolarizzazione degli “immobili fantasma”, fabbricati sconosciuti al Catasto, che sono stati scoperti dall’Agenzia e regolarizzati.
In rialzo anche la superficie media abitativa che, rispetto al 2011, cresce dell’1,5% a livello nazionale, raggiungendo i 116 metri quadri: l’Umbria, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto sono le regioni con le abitazioni mediamente più grandi (rispettivamente 133, 132 e 132 mq), mentre dimensioni più ridotte si registrano in Basilicata (105 mq), Liguria (96 mq) e Valle d’Aosta (93 mq).

Il valore del patrimonio abitativo: Roma, Milano, Napoli
Scende dello 0,6% il valore del patrimonio immobiliare residenziale italiano, stimato in 6.574,9 miliardi di euro. Nel 2012, in media, un’abitazione vale 181mila euro (in calo dell’1,8%), una cantina o una soffitta di pertinenza 5.400 euro e un box poco più di 20mila euro.
Analizzando le tre principali metropoli italiane, Roma registra un valore complessivo delle abitazioni pari a circa 534 miliardi di euro, Milano circa 195 miliardi e Napoli quasi 131 miliardi di euro.
Invece, per comprare un’abitazione, servono poco più di 380mila euro a Roma, quasi 250mila euro a Milano e circa 300mila euro a Napoli.

Chi è il locatore medio italiano
Sono più di 4,5 milioni le persone fisiche che nel 2012 risultano avere immobili locati, in crescita rispetto al 2010 dell’11,2 per cento. La maggior parte dei locatori ha un’età compresa tra i 51 e i 70 anni (34,2%), a seguire la fascia 31-50 anni (il 24,1%) e gli ultrasettantenni (21,5%).
Cresce il numero dei contratti di locazione stipulati nel 2012, che raggiungono i 5,4 milioni, con un incremento, rispetto al 2010, del 15,9%. In crescita anche il canone annuo medio percepito (+6,7%).
Per quanto riguarda le rendite da locazione, quella più alta si registra al Centro, con 11.500 euro, in crescita del 4,3% rispetto al 2010; a seguire, il Nord, con 10mila euro di canone da locazione annuo (+9,2%) e, infine, il Sud e le Isole, con 7.500 euro all’anno (+3%).

Prelievo sugli immobili e tax gap
Sul fronte del prelievo sugli immobili, nel 2014 il gettito Imu è stato pari a 19,3 miliardi, mentre la Tasi ha prodotto entrate per 4,6 miliardi, per un totale complessivo di 23,9 miliardi. Questo dato risulta in linea con quello dell’Imu 2012, che aveva fatto incassare 23,8 miliardi di euro.
A essere calato nel 2014 è il gettito Tasi-Imu relativo all’abitazione principale, sceso del 12,6% (3,5 miliardi di euro, contro i circa 4 miliardi dell’Imu 2012). In media, un proprietario di prima casa ha pagato 204 euro nel 2014, contro i 227 euro nel 2012.
A livello di tassazione immobiliare, il rapporto calcola per la prima volta anche il tax gap (cioè la differenza fra quanto i contribuenti dovrebbero versare e quanto viene effettivamente versato), che nel 2014, considerando Imu e Tasi, risulta pari a 4,3 miliardi di euro, in linea con il valore del 2012 riferito alla sola Imu, stimato in 4,2 miliardi di euro.

Dove scaricare il volume
La pubblicazione “Gli immobili in Italia” può essere consultata e scaricata in formato pdf collegandosi a www.agenziaentrate.it, sezione L’Agenzia comunica > Prodotti editoriali > Pubblicazioni su catasto, cartografia e mercato immobiliare, oppure a www.finanze.gov.it, sezione Per conoscere il fisco > Dati e statistiche fiscali > Redditi e immobili.

 

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

AUTORE: Fabio Brocceri

 

 

 

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