Piano anti povertà, dal Governo via libera al DDL: i dettagli

lentepubblica.it • 29 Gennaio 2016

povertaVia libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge contro la povertà. Il Governo, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato ieri la Delega recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali.

 

Per sostenere il primo «strumento nazionale» di contrasto alla povertà, ha ricordato il ministro Giuliano Poletti, si sfrutteranno intanto le risorse già messe a bilancio con la legge di Stabilità (600 milioni per il 2016 che diventeranno 1 miliardo nel 2017). L’intervento è «basato sul principio dell’inclusione attiva, con un progetto personalizzato» e prevede «due binari: un sostegno al reddito e una presa in carico per far sì che la famiglia in condizione di povertà possa uscire da quella condizione». Non si tratta dunque di un reddito minimo ma di una revisione, in sostanza, del Sia (il sostegno all’inclusione attiva) assegno introdotto in forma sperimentale nel 2014 in 12 ci­ttà con più di 250 mila abitanti, che sarà resto strutturale e operativo sul piano nazionale, al quale sarà abbinato un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa per la famiglia beneficiaria.

 

La platea interessata sarà composta, almeno per ora, solo da famiglie con figli minori ed avrà dunque una portata limitata, visto che, considerando la platea si tratterà di distribuire meno di 60 euro al mese a testa – ma un primo passo per garantire «un diritto», ha sottolineato Poletti. L’intervento verrà gradualmente esteso sulla base delle risorse che al Fondo affluiranno in virtù degli interventi di razionalizzazione di alcune prestazioni assistenziali e previdenziali.

 

La Revisione dell’Assistenza. Con la delega si delineerà anche la revisione di assistenza e previdenza, senza toccare però, ha assicurato il ministro, le prestazioni per i disabili. I decreti delegati consentiranno al Governo di rivedere in particolare i requisiti reddituali per accedere alle maggiorazioni sociali, all’integrazione al trattamento minimo (soprattutto per gli italiani residenti all’estero). Queste prestazioni, attualmente frammentate a causa della stratificazione normativa, potrebbero essere assorbite in un unico trattamento assistenziale che, soprattutto, sarà legato all’Isee del beneficiario. Con dunque una stretta. Una decisione in tal senso non sorprende dato che lo stesso Boeri nel suo piano per una Riforma della Legge fornero aveva suggerito una revisione dell’assistenza. Restano, almeno per ora, fuori dal perimetro le prestazioni assistenziali erogate agli invalidi civili nonchè l’assegno sociale e la pensione sociale. Per una conferma sarà opportuno comunque attendere il testo definitivo trasmesso da Palazzo Chigi.

 

Un altro fronte di intervento riguarda il riordino della normativa in materia di interventi e servizi sociali, al fine di superare la frammentarietà delle misure e degli interventi secondo principi di equità ed efficacia nell’accesso e nell’erogazione delle prestazioni. In tale quadro sono previsti: l’istituzione, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di un organismo nazionale di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali; l’attribuzione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali delle competenze in materia di verifica e controllo del rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni; la promozione di accordi territoriali tra servizi sociali e altri enti o organismi competenti per l’inserimento lavorativo, la salute, l’istruzione e la formazione; nonché il rafforzamento del Sistema informativo dei servizi sociali e, in particolare, del Casellario dell’assistenza.

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it9 - articolo di Vittorio Spinelli
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