Piccoli Comuni, la lotta allo spopolamento e la sua importanza

lentepubblica.it • 6 Giugno 2019

piccoli-comuni-lotta-spopolamentoPiccoli Comuni, la lotta allo spopolamento, secondo il coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni, Massimo Castelli, è la più importante opera pubblica per l’Italia.


La lotta contro lo spopolamento delle aree marginali e dei piccoli Comuni è la prima e più importante opera pubblica necessaria al nostro Paese. Le politiche dei singoli Comuni da sole non bastano. Ci vuole una strategia nazionale che sia in grado di riconnettere l’Italia dei piccoli Borghi con quella del Frecciarossa”.

Lo ha sottolineato Massimo Castelli, coordinatore nazionale dei piccoli Comuni dell’Anci e sindaco di Cerignale, ospite questa mattina alla rubrica Tg2 Italia su Rai 2, tutta incentrata sui problemi e le potenzialità dei piccoli Comuni. Con lui hanno partecipato in collegamento anche i sindaci di Esino Lario, Pietro Pensa e di Lecce nei Marsi, Gianluca De Angelis.

Castelli si è presentato con il braccio listato a lutto per evidenziare l’emergenza nazionale dello spopolamento delle aree marginali.

“Mentre noi parliamo, un piccolo Comune muore per spopolamento, e lo dimostra il fatto che negli ultimi 40 anni sono stati ben 2000 i piccoli centri che hanno perso l’80% popolazione. E tra questi 120 tra dal 60 all’80%. Se perdiamo questi borghi – ha ribadito – perdiamo di fatto l’Italia”.

Piccoli Comuni, lotta allo spopolamento

Secondo il coordinatore Anci bisogna ripartire da una fiscalità di vantaggio per il rilancio economico e la lotta allo spopolamento. “Serve una vera e propria flat tax territoriale per le aree marginali. Chi avvia attività economiche in queste zone rende anche un servizio alla propria comunità e va aiutato con una fiscalità differenziata. Solo creando lavoro– ha spiegato – si ferma la fuga dai territori, non basta costruire le scuole se poi le aule restano senza bambini”.

Castelli ha poi fatto cenno all’Agenda Controesodo lanciata dall’Associazione, “come surroga alla carenza di politiche nazionali mirate ai piccoli Comuni” , il cui obiettivo è rimettere in connessione le due Italie. “Nei piccoli borghi abbiamo quasi due milioni di case inutilizzate, mentre le periferie urbane sono in grande difficoltà. Dobbiamo renderci conto che alle spalle delle grandi città abbiamo un nuovo Ovest, ricco di risorse naturali e fonti rinnovabili. Se raccordiamo queste due parti – ha concluso – diamo vita ad una nuova idea di società e convivenza evitando di perdere l’Italia”.

Da parte sua il sindaco di Esino Lario ha ricordato come il borgo comasco, con appena 750 abitanti, abbia ospitato il raduno mondiale di Wikipedia, battendo la concorrenza di numerose capitali mondiali. “Tutto il paese ha contribuito a realizzare questo evento, accogliendo persone da 74 paesi, circa 1300 congressisti con rispettive famiglie ospitate nelle case di Esino”.

Mentre il suo collega di Lecce nei Marsi, Gianluca De Angelis, ha illustrato la strategia aree interne che nel comprensorio abruzzese coinvolge 12 Comuni dislocati in tre distinte valli. “Il nostro obiettivo – ha spiegato il sindaco aquilano – è di innescare un progetto di sviluppo locale sostenibile, per invertire la tendenza allo spopolamento e all’abbandono garantendo i servizi essenziali ai cittadini, dall’istruzione e dalla formazione, alla salute, alla mobilità ed alla comunicazione digitale ad alta velocità”.

Qui di seguito il video della trasmissione Rai cui ha preso parte il coordinatore nazionale dei piccoli Comuni dell’Anci Massimo Castelli.

 

 

Fonte: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani - articolo di Giuseppe Pellicanò
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