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POS Mobile: ecco perché conviene ad esercenti e professionisti

lentepubblica.it • 3 Aprile 2018

pos-mobileLa legge impone a tutti gli esercizi pubblici di dotarsi di POS per dare la possibilità ai clienti di pagare con carta (carta di credito, bancomat).


Dal 30 giugno 2014 il POS (Point of sale) è diventato obbligatorio. Commercianti, professionisti e studi associati sono tenuti ad accettare pagamenti elettronici effettuati tramite bancomat, carte di credito, di debito e prepagate.

 

POS tradizionale e POS Mobile

 

Quale dispositivo è meglio scegliere? Esistono diversi tipi di lettori di carte, che possono essere distinti in due categorie: i POS tradizionali e i POS mobili.

 

Il POS tradizionale può essere: POS fisso (connesso alla rete telefonica), cordless/wireless (connesso alla rete telefonica, ma con una periferica che ne consente l’utilizzo all’interno di un negozio) e POS GSM/GPRS (con SIM card).

 

Il POS mobile, invece, è un dispositivo in grado di accettare pagamenti con carta da PC, smartphone o tablet. Nel POS mobile c’è un dispositivo fisico, dove va inserita la carta del cliente. Vi è poi un’applicazione, che il commerciante potrà scaricare sul suo smartphone, che trasmette il pagamento a una società esterna. Nel giro di 2-4 giorni il pagamento verrà diretto sul conto corrente del negoziante.

 

Per esempio FASTPos, il POS mobile di Fastweb, rispetto al POS tradizionale presenta molti vantaggi:

 

  • Costi di installazione azzerati;
  • Il lettore mobile di carte viene acquistato (e non concesso in comodato d’uso), eliminando così i canoni mensili maggiorati;
  • Portabilità totale del dispositivo;
  • Presenta elevati standard di sicurezza per i pagamenti con Carte di Credito e Bancomat, tramite la crittografia di tutti i dati sensibili;
  • Può essere un valido aiuto per la gestione di problemi di anticipo e saldo del pagamento;
  • Sfrutta appieno dispositivi tecnologicamente più “comodi”, come smartphone o tablet.

 

L’obbligo normativo del POS per i commercianti nasce come uno dei strumenti per incentivare la lotta all’evasione fiscale nel nostro paese, indietro su diversi fronti in materia.

 

Secondo i dati di un tavolo di lavoro in materia, svolto al Ministero dello Sviluppo Economico, l’Italia è fanalino di coda rispetto agli altri paesi europei. Questo sia per il numero di operazioni effettuate con carte elettroniche, che per le somme pagate con le stesse.

 

Il sistema italiano dei pagamenti, infatti, si caratterizza per una maggiore incidenza delle transazioni regolate attraverso il contante, ben oltre l’80% del controvalore totale, rispetto agli altri principali Paesi europei, dove non si supera il 60%.

 

Sanzioni

 

Una norma del codice penale, l’articolo 693, prevede una sanzione amministrativa fino a 30 euro per chi non accetta pagamenti con una moneta avente corso legale. Una norma che, riconoscendo carte e bancomat come strumenti di pagamento obbligatori, applica la medesima sanzione che viene applicata a chi non accetta un pagamento valido in contanti.

 

Si tratterebbe, invece di una multa di cinquecento euro, nel caso in cui si accerti che il commerciante o il professionista non si sia dotato del POS. In seguito al pagamento della multa, c’è un termine di trenta giorni per acquistare il macchinario, mettendosi così in regola, e di sessanta giorni per comunicare alla Guardia di Finanza l’avvenuta installazione del POS.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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