Proclamato lo stato di deficienza

Roberto Recordare • 23 Novembre 2021

Nulla al mondo è più pericoloso di un’ignoranza sincera e una stupidità coscienziosa”  disse un giorno Martin Luther King, Jr., e lui era uno che di queste cose aveva una  certa esperienza.

In questo momento, l’ignoranza e la stupidità si confondono con gli interessi, quindi è difficile anche capire, chi agisce per stupidità e chi per interessi personali o di  convinzioni psico-ideologiche. Ma una cosa accomuna queste persone, ossia quella di evitare il confronto.

Pertanto, se la cantano e se la suonano tra di loro, si invitano a vicenda negli show  televisivi e se la raccontano, evitando di invitare veri competenti che entrerebbero  nel merito delle cose, cercando di influenzare e sicuramente anche riuscendoci, il telespettatore, che tutto può immaginare, meno che ci possa essere una regia  globale, in grado di coordinare e dirigere, sia una grande platea di stupidi, che è la  cosa più semplice e sia i portatori di interesse, che comunque non saranno cime di  ingegno, a prescindere dalle valutazioni che si fanno, secondo i parametri del  sistema sociale che oggi abbiamo costruito.

In questo sistema, tutto diventa relativo, perché una persona stupida o che ha interessi personali, crede di avere sempre ragione e non c’è modo che possa  cambiare idea, in quanto, in entrambi i casi, si accompagna spesso e volentieri  della presunzione e arroganza tipica.

Consideriamo anche che gli stupidi sono sempre strasicuri di tutto, mentre gli intelligenti sono sempre pieni di dubbi, per  cui si fanno delle domande, cercando di darsi anche delle risposte e in questa  ricerca, si aiutano con il confronto.

Cosa impensabile per i talebani del pensiero  unico, anestetizzati dal loro egocentrismo, condannando tutto quello che non è alla loro portata, per cui la stupidità diventa il propulsore della vanità.

Non si può parlare cercando di usare la logica, perché un sistema ottuso prenderà per stupido il ragionamento logico che rifiuterà apriori.

Diventa pertanto  impossibile trattare l’argomento religioso come la pandemia del Covid-19 con quelli  che ormai ci credono per fede e hanno rinunciato all’uso della ragione, perché  sarebbe come somministrare delle vitamine a un morto.

Aggiungiamo anche, che il tutto è avallato, non tanto dal livello culturale o  dall’intelligenza delle persone che subiscono questa informazione martellante, ma  piuttosto dall’indifferenza e dal disinteresse verso le cose che contano o peggio  ancora, confondendo le priorità delle cose che contano, per cui il diritto alla salute  può diventare più importante del diritto alla libertà e alla dignità della persona umana.

Dovremmo tutti ricordare, che specialmente negli Stati Uniti d’America, fino ad oggi,  chi non ha i soldi per curarsi da una qualsiasi malattia anche letale, può tranquillamente morire.

Ma anche lì, i vaccini sono distribuiti gratuitamente.

L’importante però, è che non si muoia di Covid-19.

Come anche in alcune zone d’Italia, come la Calabria, dove la sanità e il diritto alla  salute sono scomparsi da decenni, oggi il problema diventa il Covid, che è  sicuramente l’ultima causa di morte nella Regione, dove si è salvato solo chi è  riuscito a prendere in tempo un aereo.

Il G20 ha deciso di stanziare 1,5 miliardi di euro per far vaccinare i paesi poveri, dove muore di fame un bambino ogni 15 minuti.

Certo, potranno morire contenti  per l’aiuto che gli è stato dato dal mondo occidentale, da quelli che esportano  tecnologia e democrazia nel mondo, perfino i vaccini, ma non il pane.

Sicuramente in politica la stupidità non è un handicap, in quanto è favorito da un  sistema controllato, che sicuramente non desidera persone capaci di elaborare un  ragionamento che vada al di là di un palmo dal proprio naso.

Infatti, ci accorgiamo  come in queste trovate, esce fuori la grande serietà nelle riunioni dei “grandi della  terra” nellequestioni ridicole e la ridicolaggine nelle questioni serie.

Oltretutto, quando riescono a fare qualcosa di vergognoso, sono sempre pronti a dire che è il  loro dovere di governanti a tutela del popolo.

Poi, basterebbe stimare la leadership e l’intelligenza di questi governanti, guardando gli uomini che hanno intorno a sé. Gli stessi possono elevarsi ai grandi della terra quando attorno a loro hanno i più grandi leccaculi della terra.

Questi  “geni” trovano sempre qualche altro meno genio di loro, che li ammira e li serve,  per tutte le ragioni accennate prima.

Persone che hanno dimenticato il loro scopo o che forse non l’hanno mai avuto o né saputo.

Se guardiamo la gestione della pandemia, come ogni rischio che incombe, la cosa  che si dovrebbe fare, è quella di attenuare l’impatto e quindi cercare di fare in modo, per quanto possibile, di continuare una vita normale, schermando quello che c’è da tutelare, per dare continuità alle attività che teoricamente sarebbero da  salvaguardare.

Per chi ha qualche infarinatura di sicurezza informatica, potrebbe scorgerne il  parallelismo, ossia la sicurezza è data proprio dal mantenimento dei sistemi e della continuità di business.

Altrimenti sarebbe come dire: spegniamo i sistemi in modo  da essere protetti da eventuali malfunzionamenti o per non subire attaccati dagli  hacker.

Ad esempio, diciamo ad una banca di fermare le attività e spegnere i sistemi  informatici perché c’è il rischio che qualche intenzionato si introduca.

Se un esperto di sicurezza facesse questo, sarebbe licenziato in tronco e preso a calci in culo.

Ecco, in questo momento per il Covid-19 si sta facendo questo, stiamo azzerando  l’economia e reprimendo le libertà, perché non c’è nessuno che abbia una strategia  del rischio tale, come lo farebbe un buon amministratore di un sistema informatico.

Ossia attenuando l’impatto sulla popolazione e non ribaltandolo su di essa.

Naturalmente, quando la politica di sicurezza è fallimentare, un sistemista non può  dire che la colpa è dei terminalisti del sistema di rete, che devono essere messi in  condizione, di continuare il loro lavoro. E’ quello che invece avviene nella gestione del Covid-19, per cui se la politica attuata è deficitaria, la colpa è dei cittadini che non si sono comportati bene.

Quando i dilettanti sono in azione, è normale che può succedere di tutto,  specialmente se si ostinano a non voler leggere il manuale delle istruzioni, come in  questo caso, ossia la nostra costituzione e le leggi fondamentali dei diritti dell’uomo.

Tutti possono commettere degli errori, ma solo gli idioti persistono negli stessi  errori, sempre più evidenti ed eclatanti.

Adesso abbiamo due problemi, il problema del Covid-19 e dello sfascio creato in  funzione di questo, nonché quello di dover contare sulla stessa classe politica che  ha creato il disastro per poterlo risolvere. Quindi dovremmo risolvere il problema  affidandoci alla stessa mentalità che l’ha generato.

Le idee sbagliate vincono solamente quando si gioca a perdere. Diventa una gara  tra il dramma e la catastrofe.

Naturalmente per i popoli e non per i pochi che ne  possono trovare giovamento, che comunque a mio parere, non hanno fatto i conti bcon l’oste.

Il paradosso è la forte spinta che oggi si fa verso l’intelligenza artificiale, che bsignificherebbe simulare in modo più veloce, attraverso i sistemi di calcolo, un b“ragionamento” che simula il cervello umano.

Visto i risultati, bisognerebbe magari ripensare i sistemi di intelligenza artificiale, bprima di affidare a questi sistemi dei compiti delicati, a meno che non si riesca a btrasferire a questi sistemi anche i principi fondamentali, un’anima ebun’etica.

Detto questo, il problema più grosso è lo scontro sociale che si è creato, per cui bbisognerebbe tornare al confronto ragionato e pacato. Saper ascoltare significa bpoter sfruttare oltre al proprio, il cervello e il ragionamento degli altri.

Le persone bintelligenti riescono a imparare anche da una domanda stupida, più di quello che buno stupido può imparare da una risposta intelligente, anche perché uno stupido btende a interpretare in modo inesatto quanto gli viene detto, perché inconsciamente btraduce e semplifica ciò che sente in qualcosa che lui può capire.

L’alternativa non auspicabile, è che ci sia un arroccamento. Non è difficile capire  in questo caso da quale parte stanno gli idioti, ossia quelli che si rifiutano di argomentare e condividere le idee in modo pacato, ma danno per scontato che la  loro convinzione è giusta a prescindere, recitando il mantra che tutti gli altri sono  idioti e incompetenti, per nascondere il loro deficit intellettivo e la loro illogicità.

Passare per idiota agli occhi di un imbecille diventa una medaglia virtuale, quindi,  bisognerebbe abbandonare in questo caso ogni discorso e il silenzio dovrebbe  diventare la risposta migliore, mettendoli davanti solo a quello che solo sono in  grado di capire, il ricatto.

 

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Fonte: articolo di Roberto Recordare
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