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Reddito di Cittadinanza 2019, le chiamate per i disoccupati al via

lentepubblica.it • 2 Settembre 2019

reddito-di-cittadinanza-2019-chiamateScatta la fase due del Reddito di Cittadinanza 2019, con le chiamate per i disoccupati che dovranno mostrare di essere disposti ad attivarsi nella ricerca di un lavoro.


Reddito di Cittadinanza 2019, le chiamate per i disoccupati spostano l’accento sulla seconda fase del progetto. Vale a direquella “attiva e propositiva”. Ogni destinatario riceverà nel corso dei mesi fino a tre offerte di lavoro “congrue”.

Da oggi, lunedì 2 settembre, saranno infatti chiamati a compilare e a firmare con l’obiettivo di trovare un’occupazione e di non perdere l’assegno stesso.

Si partirà con 704mila beneficiari ‘occupabili’. Questa data coincide col battesimo sul campo dei navigator.

Reddito di Cittadinanza 2019, chiamate per i disoccupati

Tutti i beneficiari del sussidio introdotto dalla legge e individuati dall’Inps sono tenuti a compilare questo bilancio delle competenze per non perdere l’assegno stesso.

La norma stabilisce infatti che:

«il beneficiario deve collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare gli impegni previsti nel Patto per il lavoro, tra i quali rientra quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo)».

I tre fattori dell’offerta da non poter rifiutare sono i seguenti:

  • coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate;
  • distanza del luogo di lavoro dal domicilio e i tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
  • durata dello stato di disoccupazione.

Chi saranno i beneficiari da ricollocare?

Secondo i dati del ministero del Lavoro, pubblicati sul sito dell’Anpal Servizi, la gran parte dei soggetti da avviare al lavoro risiede nelle principali regioni del sud Italia: circa il 65% di questi beneficiari, infatti, proviene da

  • Campania (178.370),
  • Sicilia (162.518),
  • Calabria (64.057)
  • e Puglia (50.904).

E se qualcuno ha fatto il furbetto?

Le sanzioni sono gravissime.

Dopo lo scandalo nei Comuni di falsi matrimoni e cambi di residenza particolarmente sospetti si sono incrementati i controlli su procedura e destinatari.

E chi dovesse essere colto in fallo rischierebbe grosso.

Ci sono due diverse ipotesi di reato in merito:

  • Prima ipotesi di violazione, punita con la reclusione da due a sei anni. Rappresenta la condotta di «chiunque, al fine di ottenere il beneficio indebitamente (…), rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute (...)».
  • La seconda ipotesi, punita con la reclusione da uno a tre anni. Riguarda «l’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari. Nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio».

L’impianto sanzionatorio è ulteriormente irrobustito dall’obbligo per l’Inps di disporre la decadenza dall’RdC con efficacia retroattiva nei confronti del percettore dell’RdC impiegato in modo irregolare.

Per una panoramica sulle violazioni per lavoratori e datori di lavoro dovute al lavoro nero potete consultare questo approfondimento.

Per una panoramica sui requisiti da avere per ottenere il Reddito di Cittadinanza potete invece consultare questo approfondimento.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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