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Reddito di Cittadinanza, conviene licenziarsi? L’analisi dell’Ufficio di Bilancio

lentepubblica.it • 6 Febbraio 2019

reddito-di-cittadinanza-conviene-licenziarsiReddito di Cittadinanza, conviene licenziarsi? L’analisi dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio durante l’audizione al Senato.


Ci sono 400 mila persone occupate che guadagnano meno di 780 euro al mese e che se si licenziassero avrebbero i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza. “Se lo facessero la spesa crescerebbe di 2 miliardi a regime”. Lo dice il presidente dell’Upb Giuseppe Pisauro nel corso dell’audizione in Senato sul reddito di cittadinanza.

 

Pisauro spiega che la sua è una ipotesi di scuola, “estrema”, fatta “per dare l’idea di che tipo di fenomeno potenziale abbiamo di fronte”, sottolinea.

 

UPB: DISINCENTIVA LAVORO, AL SUD CONVIENE PRENDERE SUSSIDIO

 

“Per come è congegnato il reddito di cittadinanza è connotato dalla debolezza degli incentivi a partecipare spontaneamente all’attività lavorativa”. Lo dice il presidente dell’Upb Giuseppe Pisauro nel corso dell’audizione in Senato sul reddito di cittadinanza.

 

“Questo disincentivo è aggravato dal fatto che il reddito potrebbe spiazzare segmenti del mercato del lavoro – soprattutto al Sud – caratterizzati da retribuzioni particolarmente modeste eventualmente dovute a rapporti part-time o di collaborazione, per i quali l’attività lavorativa non risulterebbe economicamente conveniente”.

 

UPB: FAMIGLIE NUMEROSE POVERE MENO TUTELATE

 

L’Ufficio parlamentare di Bilancio rileva che “rispetto all’incidenza della povertà assoluta, sono maggiormente tutelati i nuclei familiari meno numerosi”. Lo dice il presidente Upb Giuseppe Pisauro nel corso dell’audizione in Senato sul reddito di cittadinanza.

 

Ricordiamo che il provvedimento prevede, con lo stanziamento di oltre 6 miliardi per il 2019 (più uno da investire nei centri per l’impiego), l’erogazione di 500 euro mensili per una persona single e senza altre entrate da lavoro. A questa cifra si potranno aggiungere 280 euro in caso di pagamento di affitto e 150 per chi ha invece un mutuo. Escluso chi è proprietario di due case. Può accedere alla misura chi ha un Isee annuale inferiore ai 9.360 euro.

 

Quindi l’importo massimo è di 780 euro, se vengono soddisfatti tutti i requisiti sopra citati. Una somma integrativa sarà riconosciuta solo alle famiglie che hanno al loro interno una persona diversamente abile.

Fonte: Agenzia DIRE (www.dire.it)
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