Via libera al Reddito di Cittadinanza: il decreto riceve l’ok

lentepubblica.it • 18 Gennaio 2019

reddito-di-cittadinanza-decretoVia libera al Reddito di Cittadinanza: il decreto vede l’approvazione, assieme al decreto riguardante la quota 100. Soddisfazione da parte del Governo.


L’approvazione del reddito di cittadinanza e di quota 100 e’ “un passaggio fondamentale per l’esperienza di governo. Il governo mantiene gli impegni e le promesse”.

 

Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa. Si tratta di “due misure che fanno parte di progetto economico e sociale che riguarda piu’ di 5 milioni di persone in poverta’ e un milione di persone che nel triennio potranno andare in pensione in anticipo”, sottolinea.

 

«Oggi fondiamo un nuovo welfare state in Italia per persone che i governi precedenti hanno spremuto come limoni» gli ha fatto eco il vicepremier Di Maio.

 

Reddito di Cittadinanza: il Decreto cosa cambia?

 

Ma cosa comporta il nuovo Reddito di Cittadinanza? Il provvedimento prevede, con lo stanziamento di oltre 6 miliardi per il 2019 (più uno da investire nei centri per l’impiego), l’erogazione di 500 euro mensili per una persona single e senza altre entrate da lavoro. A questa cifra si potranno aggiungere 280 euro in caso di pagamento di affitto e 150 per chi ha invece un mutuo. Escluso chi è proprietario di due case. Può accedere alla misura chi ha un Isee annuale inferiore ai 9.360 euro.

 

Quindi l’importo massimo è di 780 euro, se vengono soddisfatti tutti i requisiti sopra citati. Una somma integrativa sarà riconosciuta solo alle famiglie che hanno al loro interno una persona diversamente abile.

 

In questa fascia, stranieri inclusi, si trovano circa 5 milioni di persone, e circa 1 milione e 300 mila famiglie (erano 1,7 milioni in precedenti bozze), il 47% al Centro Nord e il 53% tra Sud e Isole. Il reddito di cittadinanza viene versato su una apposita carta, una normale PostePay, chiama Carta Reddito di Cittadinanza.

 

Per avere il Reddito di cittadinanza i componenti della famiglia maggiorenni (non già occupati e che non frequentano un corso di studi o di formazione) devono essere disponibili ad accettare un lavoro, a fare attività al servizio della comunità, a seguire un percorso di riqualificazione professionale, a completare gli studi, a seguire un progetto di autoimprenditorialità.

 

Il beneficiario stipula presso il Centro per l’impiego un Patto per il Lavoro e viene registrato nella piattaforma digitale; si impegna quindi ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue: nei primi sei mesi entro 100 km di distanza, oltre il sesto mese entro 250 km, in tutta Italia dopo un anno (se in famiglia non vi sono minori e disabili) e ha tre mesi di beneficio dall’inizio del nuovo impiego per le spese di trasferimento.

 

 

Pareri negativi

 

“Se ricominciamo con la spesa garantita da clausole che poi prevedono tagli di spesa sociale o aumenti di tasse, facciamo solo altri danni agli italiani. Quando arriveranno i testi in Parlamento, mi auguro ci possa essere la possibilità di un confronto per migliorarli”. Così Francesco Boccia, deputato Pd.

 

Parere negativo arriva anche dalle Regioni.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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