Reddito di Cittadinanza, il parere delle Regioni: problemi di metodo e applicazione

lentepubblica.it • 17 Gennaio 2019

reddito-di-cittadinanza-parere-regioniReddito di Cittadinanza, il parere delle Regioni: problemi di metodo e applicazione. “Non vediamo Di Maio da ottobre”. I timori? Che venga incentivato il lavoro irregolare e che si attivi una misura puramente assistenziale.


Problemi di metodo e di applicazione per il reddito di cittadinanza. Lo denunciano i presidenti di Regioni che oggi si sono riuniti per fare il punto sul progetto dell’esecutivo. Lunedi’ prossimo alle ore 15 i governatori incontreranno il ministro del Lavoro Luigi Di Maio e gli porranno una serie di interrogativi su come applicare la norma. Lo riferisce la coordinatrice degli assessori regionali al Lavoro Cristina Grieco: “Il reddito di cittadinanza evidenzia una serie di criticita”.

 

Intando il metodo: “Noi abbiamo avuto tre incontri con il ministro di Maio- osserva- due prima dell’estate e l’ultimo ad ottobre e ci era stato prospettato un iter di costruzione del provvedimento che vedesse una collaborazione istituzionale, invece negli ultimi tre mesi questi incontri si sono interrotti, Non vediamo il ministro- dice l’assessora toscana- dal 16 ottobre e questo ci dispiace”.

 

Il parere delle Regioni

 

Poi “la preoccupazione emersa in maniera assolutamente trasversale dalla conferenza dei presidenti nasce dal fatto che molte regioni hanno esperienze di sperimentazione di provvedimenti di sostegno al reddito sulla base delle quali molte problematiche potevano essere anticipate”. Insomma, “avremmo potuto partecipare in maniera assolutamente collaborativa alla stesura di un provvedimento che invece ci troviamo preconfezionato e che non abbiamo potuto esaminare nella versione definitiva”.

 

C’e’ poi il capitolo centri per l’impiego che vede 8 mila operatori, piu’ 4 mila da assumere con selezione regionali, come deciso in legge di bilancio. “Ci sono perplessita’- sottolinea Grieco-sui flussi di presa in carico, non e’ chiaro se con il soggetto beneficiario dovra’ essere stipulato un patto per il lavoro o un patto per l’inclusione sociale. Tutto questo meccanismo e’ da costruire. E ci preoccupa il fatto che si dovra’ far riferimento a migliaia di tutor su cui non siamo stati coinvolti”.

 

Criticita’ poi sono emerse in particolare per la gestione del reddito nelle regioni meridionali.

 

“Vorremmo- aggiunge Grieco- evitare che questi strumenti incentivino lavoro irregolare e che si attivi una misura puramente assistenziale. Quindi- conclude- lunedi’ chiederemo al ministro delle delucidazioni. Noi faremo tutto quello che potremmo fare”, assicura.

Fonte: Agenzia DIRE (www.dire.it)
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