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Reddito di Inclusione, le linee guida ufficiali del Ministero del Lavoro

lentepubblica.it • 3 Aprile 2018

Reddito-di-inclusione-linee-guidaReddito di inclusione, le Linee guida pubblicate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, rivolte agli operatori ReI.


Cifre alla mano, delle misure di contrasto alla povertà hanno già usufruito 251.000 famiglie, pari a circa 870.000 persone. Interessante anche l’importo del ReI, che si è rivelato strumento più generoso dei precedenti: 297 euro erogati in media, contro i 245 del SIA.

 

Il Reddito di inclusione (REI) è la misura nazionale di contrasto alla povertà che può essere richiesta dal 1° dicembre 2017. Si compone di due parti:

 

  • un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI);
  • un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.

 

Dal 1° gennaio 2018 il REI ha sostituito il SIA (Sostegno per l’inclusione attiva) e l’ASDI (Assegno di disoccupazione). La norma che ha dato attuazione alla misura è il Decreto Legislativo 147 del 2017.

 

I Comuni, in forma singola o associata, sono con l’INPS i soggetti attuatori della misura. In particolare i Comuni, coordinati a livello di Ambiti territoriali, sono responsabili della definizione dei progetti personalizzati di attivazione sociale e lavorativa, ovvero della presa in carico dei nuclei familiari attraverso un’analisi multidimensionale delle problematiche e dei bisogni.

 

Gli Ambiti territoriali, inoltre, identificano i punti di accesso al REI presso i quali è offerta informazione, consulenza e orientamento ai nuclei familiari sulla rete integrata degli interventi e dei servizi sociali e, qualora ricorrano le condizioni, assistenza nella presentazione della domanda.

 

Le funzioni dei Comuni e degli Ambiti territoriali per l’attuazione della nuova misura di contrasto alla povertà riguardano in particolare i seguenti aspetti.

 

  • Attività di comunicazione istituzionale: favoriscono la conoscenza del REI tra i potenziali beneficiari anche mediante campagne informative;
  • Funzioni di raccordo con altri enti e amministrazioni coinvolgendo gli organismi del Terzo settore, le parti sociali, altri organismi produttivi del territorio e della comunità territoriale;
  • Funzioni di verifica sul possesso dei requisiti di residenza e cittadinanza del REI da parte dei nuclei familiari ed altri controlli di competenza riguardanti ad esempio l’effettiva composizione del nucleo familiare rispetto alla dichiarazione ISEE che determina l’effettiva situazione di bisogno;
  • Funzioni di programmazione declinando la specifica sezione del piano di zona dedicata al contrasto alla povertà;
  • Funzioni di facilitazione per l’accesso dei beneficiari al REI o ad altre prestazioni sociali di cui i Comuni sono titolari.

 

In allegato il testo completo delle linee guida.

 

 

Fonte: Ministero del Lavoro
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