Referendum Taglio Parlamentari: cosa cambia con la vittoria del Si?

lentepubblica.it • 22 Settembre 2020

referendum-taglio-parlamentari-cosa-cambia-vittoria-siIl risultato alla fine è arrivato: ecco cosa accadrà adesso.


Referendum Taglio Parlamentari: cosa cambia con la vittoria del Si?

Una vittoria che è apparsa netta: il sì infatti supera il 69% con un il no fermo poco sopra il 30%. La riduzione del numero dei parlamentari entrerà quindi in vigore.

E adesso che succede?

Referendum Taglio Parlamentari: cosa cambia con la vittoria del Si?

Il referendum, che ricordiamo era di tipo confermativo, permetterà così di modificare alcuni articoli della Costituzione e, soprattutto, darà il via a partire dalla prossima legislatura al taglio di 345 parlamentari tra Camera e Senato.

La novità più importante riguarda la riduzione del numero dei parlamentari, che passeranno da 945 a 600.

Alla Camera i deputati diventeranno 400 (attualmente sono 630), con gli eletti nella circoscrizione Estero che scendono da 12 a 8. I senatori, invece, passano da 315 a 200, con una diminuzione anche nella circoscrizione Estero da 6 a 4.

Inoltre la riforma prevede che nessuna Regione possa eleggere meno di 3 senatori (finora erano 7), fatta eccezione solo per il Molise (2) e la Valle d’Aosta (1).

La legge non è ancora operativa: serviranno 60 giorni prima della sua entrata in vigore. L’attuale parlamento resta pienamente legittimo e non cambia in alcun modo la sua conformazione. I collegi verranno ridisegnati in base alle modifiche.

Adesso servirà, infine, una nuova legge elettorale sulla base della nuova geografia dei collegi. E’ all’esame della Camera un testo che prevede – al momento – il ritorno al sistema proporzionale con uno sbarramento al cinque per cento e il diritto di tribuna per le formazioni politiche più piccole.

Gli altri risultati dalle Elezioni

Ricordiamo che nei due giorni precedenti si è votato anche per le Regionali.

Alla fine è stato un pareggio tra Destra e Sinistra: vittoria netta del centrodestra in Veneto, Liguria e Marche, regione storicamente di centrosinistra dove è in vantaggio il candidato di Fratelli d’Italia Acquaroli. Per il centrosinistra, nette vittorie in Campania, Toscana e Puglia.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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