Riconoscimento della natura privata di una strada: l’analisi dell’Avvocato Maurizio Lucca sulla recentissima giurisprudenza concernente i poteri della giunta comunale.
La sez. I Brescia del TAR Lombardia, con la sentenza 16 giugno 2021 n. 566, censura la condotta di una Giunta comunale che definisce motu proprio la natura privata di una strada del proprio territorio.
In effetti, il comma 2 dell’art. 3, Autonomia dei comuni e delle province, del d.lgs. n. 267/2000, postula che «il comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo», espressione di un valore primario di “ente esponenziale”, titolare di una potestà pubblica proiettata ad assicurare il “bene pubblico” del territorio di riferimento, caratterizzando il processo di evoluzione dell’ordinamento dello Stato partendo dalle “Autonomie”, presenti (come noto) prima della Repubblica (e dell’Unità d’Italia) la quale, all’art. 5 Cost., in una dichiarazione di principio dopo aver premesso l’unità e indivisibilità [1], «riconosce e promuove le autonomie locali» [2].
La questione attiene ad una delibera di Giunta comunale, avente ad oggetto il «riconoscimento di strada privata», procedimento (ad istanza di parte) strumentale al rilascio di un’attestazione circa la natura giuridica della strada stessa, al fine di poter poi procedere, ad apporre un cartello con il divieto di accesso ai non autorizzati (essendo la strada privata).
Il ricorrente impugna l’atto (di competenza semmai del Consiglio comunale), evidenziando l’“uso pubblico” della strada desumibile:
Il Tribunale, dopo aver rigettata l’eccezione di difetto di giurisdizione, «in quanto l’azione è stata esercitata per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del provvedimento e non anche il riconoscimento della sussistenza dell’uso pubblico sulla strada privata in questione» (si evidenza la natura border-line della questione dedotta in giudizio, in relazione alla violazione del principio di tipicità degli atti amministrativi, che, però, si aggiunge, non è stata dedotta), accoglie in ricorso sulla base delle seguenti argomentazioni:
Il G.A. disconosce di essere in presenza del potere di autotutela attribuito alla P.A. in relazione al proprio patrimonio di beni e diritti, avendone fatto (diversamente dal dichiarare la servitù pubblica) cattivo uso, «utilizzandolo in assenza di un interesse pubblico da proteggere o far valere», una facoltà di supremazia in evidente “deviazione” (c.d. sviamento) rispetto alla funzione (soprattutto in presenza di una serie di atti e fatti) [5], finendo per interferire in rapporti di natura privatistica intercorrenti tra i frontisti della strada: «anziché astenersi dall’interferire in una complessa vicenda di rapporti tra soggetti privati ha, inopportunamente e senza avervi alcun titolo, adottato un provvedimento di fatto atipico».
Termina il pronunciamento richiamandosi ai precedenti:
[1] Cfr. un personale intervento, Il mito dell’“Unità Nazionale” nell’esecuzione della Governance del Recovery Plan (e altro), dirittodeiservizipubblici.it, 3 giugno 2021.
[2] In effetti, l’ordinamento dello Stato è un “ordinamento originario” ed il Comune trova il suo diretto fondamento nel superiore ordinamento dello Stato, BALLADORE PALLIERI, Diritto costituzionale, Milano, 1963, pag. 45. I Comuni sono riconosciuti come soggetti di ordinamenti giuridici autonomi posti da essi stessi, con piena libertà di determinazione nell’ambito dei principi costituzionali, rispetto al precedente ordinamento statuale a carattere unitario e gerarchico dove venivano definiti come “enti autarchici”, dove i fini e gli interessi parziali coincidevano necessariamente con quelli dello Stato persona, BENVENUTI, L’ordinamento Repubblicano, Venezia, 1975, pagg. 68 – 69.
[3] Cfr. un personale contributo, La natura e i caratteri della strada privata ad uso pubblico, mauriziolucca.com, 24 aprile 2021.
[4] Stesse considerazioni vengono poste nell’affermare che il Comune non ha specifiche competenze in materia di “attestazione della potabilità” dell’acqua, salvo nei casi in cui sia esso stesso gestore ed erogatore del servizio idrico, ex artt. 7 e 8 del d.lgs. 2 febbraio 2001, n. 31, Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, ovvero per i controlli esterni spettano alle aziende sanitarie locali, ex art. 8 del d.lgs. cit., Cons. Stato, sez. V, 7 giugno 2021, n. 4320.
[5] Vengono descritti: strada di lottizzazione definita dal Consiglio comunale, riconoscimento di un contributo a favore dei proprietari a parziale copertura dei costi di sistemazione della strada stessa, giustificando tale spesa con riferimento al fatto che, pur essendo la strada privata, essa è, di fatto, di uso pubblico, realizzazione a proprie spese l’impianto di illuminazione, i cui costi di gestione sono stati posti a carico del Comune, ogni accesso alle singole proprietà private dalla strada è corredato di apposita concessione di uso pubblico. Tutte circostanze che fanno desumere che la strada sia ad uso pubblico, Cons. Stato, sez. IV, 21 ottobre 2013, n. 5116; sez. IV, 25 giugno 2012, n. 3531, TAR Lombardia, Milano, sez. Il, 9 gennaio 2013, n. 42; TAR Puglia, Lecce, sez. I, 11 febbraio 2013, n. 297.
[6] Cons. Stato, sez. IV, 10 ottobre 2018, n. 5820.
[7] Cass. civ., 5 luglio 2013, n. 16864.