Riforma Codice Appalti: nel DEF 2019 cosa cambierà?

lentepubblica.it • 9 Ottobre 2018

riforma-codice-appalti-def-2019La Manovra porterà novità anche in materia di Riforma del Codice degli Appalti: nel DEF 2019 quali modifiche verranno apportate? Quali sono i correttivi previsti dalla Nota di Aggiornamento?


Nella Nota di aggiornamento al Def 2019 uno dei punti principali e degli obiettivi è quello del rilancio degli investimenti pubblici attraverso un incremento delle risorse finanziarie, rafforzamento delle capacità tecniche delle amministrazioni centrali e locali nella fase di progettazione e valutazione dei progetti, nonché una maggiore efficienza dei processi decisionali a tutti i livelli della PA, modifiche al Codice degli appalti e la standardizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato.

 

In quale modo si devono raggiungere questi obiettivi? (Per leggere il testo completo della Nota di Aggiornamento al DEF 2019 cliccate qui).

 

Riforma Codice Appalti

 

Per ridare slancio agli appalti pubblici e superare le incertezze interpretative che sono emerse, si rende necessario modificare il Codice dei contratti pubblici. Il principio sarà quello di semplificare le procedure e, in tal modo, promuovere una maggiore trasparenza dell’amministrazione. La semplificazione riguarderà anche la fase di programmazione relativa alle delibere CIPE, con un collegamento più stretto con il lavoro progettuale delle stazioni appaltanti.

 

La semplificazione delle procedure si occuperà della fase della programmazione, inerente alle delibere del Cipe, attraverso un collegamento più forte con il lavoro progettuale delle Stazioni Appaltanti. Inoltre, l’accesso delle Piccole-Medie imprese al mercato degli appalti risulterà molto più facilitato. Ciò determinerà anche una limitazione, secondo il Governo, del fenomeno del subappalto. Il Governo si propone di diminuire la facoltà di deroga al Codice Appalti ed inserire il principio della territorialità che si traduce negli “appalti a chilometro zero”.

 

I contratti sotto la soglia comunitaria verranno assegnati con una riserva di quote per le PMI, contemplando una riserva anticipata di quote appaltabili. Le modifiche al Codice degli Appalti saranno anche orientate a rendere più efficienti i pagamenti della Pubblica Amministrazione e a facilitare l’estensione della compensazione tra crediti e debiti della PA.

 

Tra le misure anticorruzione, invece, è previsto il divieto di accesso potenziato (cd. ‘Daspo’) ad appalti e pubblici uffici per chi viene condannato in via definitiva per corruzione, anche nei casi considerati meno gravi; per condanne fino a due anni l’interdizione dai pubblici uffici e il divieto a contrarre con la PA possono durare da 5 a 7 anni.

 

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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