Riscatto agevolato Laurea 2019, regole per titoli conseguiti prima del ’96

lentepubblica.it • 10 Luglio 2019

riscatto-agevolato-laurea-2019Riscatto agevolato Laurea 2019: quali regole per il riscatto nella gestione separata dei periodi di collaborazione coordinata e continuativa antecedenti il 1996?


Ecco cosa ha stabilito la Corte di Cassazione accogliendo il ricorso dell’Inps. Secondo i giudici non è estensibile la disciplina che consente il riscatto nella gestione separata dei periodi di collaborazione coordinata e continuativa antecedenti il 1996.

Il lavoratore non può riscattare nella gestione separata la laurea conseguita prima del 1996. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza numero 16828 del 24 giugno 2019 con la quale i giudici hanno accolto sostanzialmente la tesi promossa dall’Inps.

La questione riguarda la possibilità per i lavoratori iscritti alla gestione separata di riscattare ai fini pensionistici la durata legale del corso di studi universitari antecedente l’istituzione della suddetta gestione previdenziale avvenuta solo a partire dal 1996.

La questione

Come noto secondo l’Inps tale facoltà è da ritenersi esclusa in quanto per il periodo temporale antecedente il 1996 non sussisteva l’obbligo assicurativo alla predetta gestione. La Corte d’Appello di Bologna, tuttavia, aveva dato ragione al lavoratore ritenendo che fosse applicabile nella fattispecie la norma di cui all’art. 51, comma 2, della legge n. 488 del 1999 ai sensi della quale i lavoratori iscritti alla gestione di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/95 possono riscattare annualità di lavoro prestato attraverso rapporti di collaborazione coordinata e continuativa svolti in periodi precedenti fino ad un massimo di cinque annualità.

La considerazione a cui era giunta la Corte d’Appello non era priva di conseguenze. Perché, sostanzialmente, consentirebbe ai lavoratori nel sistema misto (o che diverrebbero tali all’esito della suddetta operazione) un riscatto con oneri agevolati. Secondo le regole del sistema contributivo dribblando le normali regole della riserva matematica. Contro questa decisione l’Inps ha proposto ricorso per Cassazione chiedendo appunto il rigetto di tale impostazione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all’Ente Previdenziale.

La decisione

Come del resto già ribadito nella decisione 18238 del 21.12.2002 la Corte precisa che l’istituto del riscatto del corso legale di laurea

“ha lo scopo di consentire la copertura assicurativa di un periodo in cui l’interessato, essendosi dedicato allo studio, non ha potuto ottenere il versamento dei contributi assicurativi. Che avrebbe invece conseguito se avesse lavorato, con pregiudizio dell’anzianità assicurativa e contributiva”.

Da ciò consegue che il riscatto non è consentito nei casi in cui, ove anche l’interessato avesse svolto attività lavorativa, non avrebbe comunque potuto provvedere al versamento dei contributi. E avvalersi così del relativo periodo a fini del futuro trattamento pensionistico, per inesistenza della tutela previdenziale.

Nel caso di specie era pacifico che i periodi chiesti a riscatto (1988-1992) ricadevano in un lasso temporale antecedente all’istituzione della gestione assicurativa e, pertanto, non poteva darsi luogo al riscatto della laurea nella predetta gestione.

Né a tale fine, conclude la Corte di Cassazione, si può ricorrere al riscatto dei periodi di lavoro antecedenti il 1996 prestati come “collaboratore coordinato e continuativo“. Norma questa di carattere eccezionale e che concerne la possibilità di una specifica ipotesi di riscatto. Ipotesi per una determinata categoria di lavoratori che non può essere estesa, quindi, al riscatto della laurea.

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Franco Rossini
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