Saluto Romano al funerale di un docente universitario a Sassari: è polemica

lentepubblica.it • 4 Settembre 2018

saluto-romano-funerale-docente-universitario-sassariBandiera italiana con il fascio littorio ad un corteo funebre e Saluto Romano al funerale di un docente universitario a Sassari. Scoppiano nuovamente le polemiche sulla mancata applicazione del reato di apologia di fascismo.


Non si può considerare di certo una goliardata, come sono stati (a torto) declassificati alcuni episodi di apologia di fascismo tra i ragazzi nelle Scuole. Ma assume un fatto di una portata decisamente più ampia. Funerali con saluto romano a Sassari, infatti, per l’ultimo saluto al professore Gianpiero Todini, docente di Diritto Italiano all’Università di Sassari.

 

Il video pubblicato su Facebook sta suscitando forti polemiche.  La consigliera comunale Lalla Careddu pubblica la cerimonia sui social: “Non resterà impunita”.

 

Nella nostra città, sul sagrato di una chiesa, senza vergogna. Fascisti sdoganati. Poi dite che son fissata

Publiée par Lalla Careddu sur Lundi 3 septembre 2018

 

 

“Nella nostra città sul sagrato di una chiesa, senza vergogna. Fascisti sdoganati. Poi dite che son fissata”, ha scritto Careddu a commento del video, che in poche ore ha ottenuto quasi 30mila visualizzazioni.

 

E la commemorazione sembra studiata nei particolari: i giovani (circa una trentina), schierati in ordine militare, il responsabile di CasaPound a Sassari, Andrea Farris, che posa il tricolore di Salò, con l’aquila romana con il fascio tra gli artigli, sul feretro e richiama: “Camerati, attenti!”. All’invocazione “Camerata Giampiero Todini, presente!” le braccia si alzano nel saluto fascista, come una milizia ordinata.

 

Il reato di Apologia di Fascismo

 

Tutto questo scatena delle polemiche legittime poichè, ricordiamo, in Italia vige il reato di Apologia di Fascismo. L’apologia del fascismo, nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall’art. 4 della legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione.

 

La legge n. 645/1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

 

È vietata perciò la ricostruzione del PNF, del PFR e del NSDAP. Ogni tipo di apologia è punibile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni.

 

La norma prevede sanzioni detentive anche per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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