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Sblocca Cantieri 2019, gli emendamenti ANCI sugli Appalti

lentepubblica.it • 15 Maggio 2019

sblocca-cantieri-2019-emendamenti-anciSblocca Cantieri 2019, gli emendamenti ANCI sugli Appalti: si ritorni alla procedura negoziata aggravata e all’appalto integrato a regime.


La reintroduzione della procedura negoziata ‘aggravata’, con almeno 15 operatori economici, per gli appalti di lavori tra 200 mila e 1 milione di euro e il ripristino della possibilità di ricorrere all’appalto integrato per gli investimenti pubblici a regime, non solo come periodo transitorio, per i progetti definitivi approvati entro il 31 dicembre 2020.

Sblocca Cantieri 2019: emendamenti ANCI

Sono due degli emendamenti che l’Anci ritiene imprescindibili in vista della conversione in legge del decreto sblocca cantieri, che dedica un capitolo agli eventi sismici del Centro Italia e nell’Area etnea. Lo evidenziano il coordinatore delle Anci Regionali Maurizio Mangialardi, assieme ai sindaci che siedono nella Cabina di coordinamento per la ricostruzione post sisma, Nicola Marini (sindaco di Albano e presidente di Anci Lazio), Nicola Alemanno (sindaco di Norcia) e Gianguido D’Alberto (sindaco di Teramo).

Sul primo punto l’Associazione auspica il ritorno alla procedura abrogata per gli appalti di lavori d’importo pari tra 200mila e 1 milione di euro che consentiva un notevole risparmio di tempo e risorse, oltre ad assorbire circa il 70% dell’ammontare complessivo degli appalti di lavori nei piccoli comuni. L’estensione dell’appalto integrato, invece, consentirebbe alle stazioni appaltanti di ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori sulla base comunque, di un progetto definitivo obbligatorio, superando gli ostacoli alla crescita degli investimenti provocati dall’obbligo di andare in gara con la sola progettazione esecutiva.

Importanti anche le richieste di emendamento sul capitolo dedicato agli eventi sismici. Innanzitutto, Anci sollecita il potenziamento degli apparati tecnico amministrativi dei comuni, iniziando con il rafforzamento degli organici del personale dei comuni dell’area metropolitana di Catania per far fronte alla fase emergenziale post-sisma. Per i comuni del centro Italia colpiti dal sisma, si chiede l’innalzamento del numero di unità di personale che le amministrazioni possono assumere a tempo determinato da 700 a 1000 unità per gli anni 2019, 2020 e 2021, inserendo anche la possibilità di assumere oltre al personale tecnico e amministrativo, quello di polizia locale per le attività di vigilanza. Accanto a questo è importante arrivare alla stabilizzazione del personale a tempo determinato.

Inoltre, per accelerare la ricostruzione nelle zone dell’Italia centrale colpite dai terremoti del 2016 e 2017, sono sollecitate deroghe speciali sulle anticipazioni di tesoreria necessarie sia al pagamento dei contributi di autonoma sistemazione sia dei fornitori (imprese e professionisti) che attendono da anni il saldo delle loro spettanze.

Infine, Anci sollecita la sospensione del pagamento delle rate in scadenza dei mutui contratti dai comuni del cratere, oltre che con CdP anche con ICS, indipendentemente dal soggetto con cui questo è stato assunto e per il triennio 2018-2020.

Fonte: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
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