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Dal 2017 stop agli scontrini: ok a fattura elettronica alternativa

lentepubblica.it • 23 Aprile 2015

scontrino elettronicoIl Consiglio dei Ministri ha approvato tre decreti legislativi che riguardano fatturazione elettronica, internazionalizzazione delle imprese e certezza del diritto nei rapporti tra contribuenti e fisco. Padoan: “riduzione dei termini di accertamento se le imprese consentono la tracciabilità delle transazioni”. Dal 2017, dunque, stop agli scontrini: ok a fattura elettronica alternativa

 

Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, in conferenza stampa, al termine della riunione: “sono tre decreti legislativi: uno sulla fatturazione elettronica, uno riguarda l’internazionalizzazione delle imprese e uno è sulle norme in materia di certezza del diritto nei rapporti tra contribuenti e fisco”.

 

Il primo, quello sulla fatturazione elettronica per il settore privato, “è facoltativa e non obbligatoria”. Lo ha specificato il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan , sottolineando che il provvedimento prevede “la riduzione dei termini di accertamento, un’agevolazione per le imprese a patto che sia consentita la tracciabilità delle transazioni”. “Non sto a sottolineare – ha aggiunto Padoan – i benefici per i contribuenti e per l’Amministrazione di avere un sistema basato su meccanismi elettronici in termini di semplificazione, abbattimento dei costi ed efficienza della politica delle entrate”.

 

Per il ministro dell’Economia “è un complesso di norme che va visto nel suo insieme e serve a costruire un sistema fiscale più trasparente che semplifichi la vita sia al contribuente, ma migliori efficienza della macchina pubblica”. Il Consiglio dei ministri, ha aggiunto, ha anche “affrontato la questione dei termini di accertamento: il raddoppio dei termini è consentito soltanto se la denuncia viene presentata nella scadenza ordinaria, con certezza del diritto per il contribuente”.

 

Rete Imprese Italia valuta con favore la decisione di prevedere che “sia la fattura elettronica sia la trasmissione telematica dei corrispettivi, resti nella libera scelta dell’imprenditore.

 

Libera scelta a cui corrispondono dei vantaggi in termini di riduzione di altri obblighi di comunicazione, nonché la perdita della valenza fiscale dello scontrino o della ricevuta”. Per quanto concerne la scelta di adottare la fattura elettronica nei rapporti tra imprese o, l’obbligo, per le operazioni effettuate nei confronti della pubblica amministrazione, il soggetto unitario di rappresentanza delle pmi e dell’impresa diffusa ritiene tuttavia “debba portare in tempi brevi al superamento dei metodi di riscossione dell’Iva quali lo split payment e il reverse charge, sistemi che stanno danneggiando irrimediabilmente i già deboli equilibri finanziari delle imprese”.

 

“Positivo”, inoltre, che dal 2016, sia prevista la messa a disposizione di sistemi di generazione e trasmissione delle fatture elettroniche gratuiti, anche se “la conservazione delle fatture dovrebbe essere fornita gratuitamente a tutti i contribuenti”.

 

Per Rete Imprese Italia, però, “purtroppo mancano all’appello misure tese a ridurre una pressione fiscale troppo alta ed iniqua a favorire la capitalizzazione delle imprese e a far si che l’obbligo di pagare le imposte sorga solo in relazione a ricavi incassati”. Si auspica quindi che il decreto “possa essere ancora migliorato nell’iter parlamentare e che si proceda, in tempi strettissimi, all’approvazione dei decreti che danno attuazione ai principi della legge delega che stanno a cuore alle imprese”.

 

In particolare l’avvio, concreto, di uno dei tanti fondi “taglia tasse” istituiti e finalizzati a redistribuire tra le imprese le maggiori entrate provenienti dalla lotta all’evasione ovvero dalla riduzione della spesa pubblica; l’istituzione dell’Imposta sul reddito delle imprese (IRI) per offrire concreti benefici fiscali a chi lascia nella propria azienda gli utili; la tassazione del reddito delle imprese in contabilità semplificata secondo criteri di cassa; la definizione dei parametri che escludono le piccole imprese ed i professionisti dalla tassazione IRAP; la riforma del contenzioso tributario, la revisione delle sanzioni amministrative e penali-tributarie e la riforma della riscossione coattiva.

Fonte: Confcommercio
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