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Senato delle autonomie. Le Regioni dicono no all’elezione diretta

lentepubblica.it • 28 Aprile 2014
Le Regioni confermano il proprio ‘no’ all’elezione diretta del nuovo Senato delle autonomie. “La presenza sia esclusivamente indiretta, di secondo grado e la rappresentanza vada in rapporto alla popolazione, garantendo anche i territori più piccoli”. A sostenerlo è stato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, nel corso di un’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dove si sta svolgendo un’indagine conoscitiva per l’istruttoria legislativa nell’ambito dell’esame in sede referente dei disegni di legge costituzionale di revisione del Titolo I e del Titolo V della Parte II della Costituzione.
“Siamo d’accordo sul superamento del bicameralismo paritario e condividiamo l’istituzione di un Senato delle autonomie proprio perché l’esistenza di una Camera che sia in grado di sovrintendere la funzione legislativa del centro e delle regioni è molto importante” ha aggiunto Errani.
“Il nostro Paese non può non rivedere le competenze, e questo per tutti i livelli istituzionali” ha aggiunto Errani, ma “la concorrenza in moltissime materie non e’ annullabile, è in natura proprio per come il nostro paese è strutturato”. E per superare i conflitti davanti alla Consulta creati dal Titolo V “sarebbe fondamentale decidere che un punto chiave per risolvere il problema delle competenze passa attraverso una legge bicamerale che definisca il ‘chi fa che cosa’ sulle competenze concorrenti”. Poi Errani ha ricordato che “se ci sono stati problemi con il Titolo V non si deve ritornare al centralismo. Il Parlamento deve trovare un nuovo equilibrio che non è quello di rientrare in una nuova visione centralistica. Sul coordinamento della finanza locale, ad esempio, va studiato un sistema di equilibrio tra Stato e Regioni”.
E per fare qualche Esempio Errani ha manifestato contrarietà rispetto “al fatto che la competenza esclusiva sanità sia delle Regioni, perché è un diritto nazionale e va garantito a dispetto della residenza. Non siamo qui a dire che non vogliamo più competenze, ma che vogliamo costruire un sistema piu’ equilibrato e che funzioni”.
“Siamo protagonisti di questo percorso, vogliamo che vada avanti rapidamente, le condizioni ci sono, abbiamo avanzato proposte specifiche e, nelle prossime settimane saremo pronti ad un rapporto con la Commissione per un approfondimento sulle questioni generali. Siamo per la riforma e siamo per un Senato di secondo grado. Chiediamo che ci sia più equilibrio sulle competenze e di rafforzare il ruolo del Senato”. Errani ha anche detto che “le Regioni, nei giorni scorsi, hanno già presentato emendamenti al testo”. Tornando sul ruolo delle Regioni ha poi ribadito: “Il nostro problema non è avere le competenze, è se possiamo esercitarle”.
E per quanto riguarda il superamento del bicameralismo perfetto Errani ha detto: “Condividiamo l’istituzione del Senato delle Regioni e delle autonomie locali che abbia una funzione rafforzata e lo condividiamo perché – ha sottolineato nuovamente concludendo il proprio intervento – riteniamo che la presenza di una Camera in grado di sovrintendere all’equilibrio tra centro e territorio sia un punto centrale”.
FONTE: Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome (www.regioni.it)
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