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I sistemi anticaduta per i lavori in quota

lentepubblica.it • 9 Dicembre 2022

sistemi anticadutaVediamo tutto quello che c’è da sapere sui sistemi anticaduta per i lavori in quota. 


Il D. Lgs. n. 81 del 2008 all’articolo 111 fa riferimento all’utilizzo delle attrezzature per i lavori in quota. In particolare il datore di lavoro nelle circostanze nelle quali non è possibile provvedere ai lavori temporanei in quota in situazioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche appropriate, con riferimento per esempio a un luogo idoneo allo scopo, è tenuto a individuare le attrezzature di lavoro necessarie per garantire la sicurezza delle condizioni di lavoro e il suo mantenimento sulla base di due parametri.

Il primo criterio prevede di dare priorità alle misure di protezione collettiva in confronto alle misure di protezione individuale. Il secondo prevede che le attrezzature di lavoro abbiano dimensioni coerenti con le caratteristiche dei lavori che devono essere effettuati, conformi alle sollecitazioni che si possono prevedere e confacenti a una circolazione senza rischi.

La valutazione del sistema di accesso

La valutazione del sistema di accesso, inoltre, deve essere effettuata in base alla durata dell’utilizzo, al dislivello e alla frequenza di circolazione. È opportuno che il sistema selezionato permetta una evacuazione in presente di un pericolo imminente. Ancora, bisogna tenere conto delle situazioni di emergenza potenziali, come per esempio gli incidenti, e delle condizioni operative sia normali che anormali, come quelle che riguardano la manutenzione programmata o non programmata.

La redazione del Piano di Montaggio Uso e Smontaggio

I sistemi anticaduta di TecnoLiving soddisfano tali criteri, in quanto consentono agli operatori di muoversi su e giù e di lavorare ad altezze diverse con il dispositivo che funziona in maniera automatica. È importante, poi, la stesura del Piano di Montaggio Uso e Smontaggio. Quasi tutti i dispositivi hanno bisogno, per poter fare entrare in funzione il meccanismo di bloccaggio, di una determinata accelerazione iniziale da parte dell’operatore nel corso della caduta.

Di conseguenza può succedere che determinati dispositivi non possano essere ritenuti adeguati nel caso in cui la caduta si verifichi in corrispondenza di un pendio o quando c’è un materiale solido come la ghiaia o la sabbia: contesti in cui la velocità di caduta non permette di far entrare in funzione il meccanismo di bloccaggio.

Le altre indicazioni da rispettare

È necessario poi tenere conto dello spazio di arresto caduta, dell’idoneità dei punti di ancoraggio e della distanza dagli ostacoli. Ancora, occorre prendere in considerazione la compatibilità dei diversi componenti che costituiscono il dispositivo di arresto caduta. È essenziale leggere e considerare sia i limiti di utilizzo che le istruzioni per l’uso indicati dal fabbricante, mentre prima dell’utilizzo è necessario predisporre una procedura che permetta di recuperare la persona prima che la posizione in sospensione inerte di attesa possa provocare dei danni alla salute.

I dispositivi anticaduta di tipo retrattile

I dispositivi anticaduta di tipo retrattile vanno ancorati in un punto sopra l’utente e non sono idonei a essere usati in contesti in cui l’utente stesso si ritrovi ad avere a che fare con un cordino inclinato più di quanto è indicato dal fabbricante per consentire l’attivazione, in genere 30 gradi. Inoltre i dispositivi non possono essere usati su pendii che hanno una inclinazione inferiore a 60 gradi o comunque al valore minimo che è previsto dal produttore. Nel caso in cui il produttore indichi la possibilità di ancorare il dispositivo su una parete verticale o su un piano orizzontale, è compito dell’utente verificare che la fune di trattenuta riesca a resistere allo sfregamento con il bordo evitando di rompersi, in virtù delle caratteristiche del bordo e delle caratteristiche meccaniche.

Se si verifica una caduta oltre un bordo, poi, è opportuno che il dispositivo riesca a operare in modo efficace con l’attivazione del meccanismo di bloccaggio, sempre in riferimento alle indicazioni del produttore.

I sistemi rigidi e quelli flessibili

È possibile distinguere le linee di ancoraggio orizzontali in sistemi flessibili e sistemi rigidi. Questi ultimi sono formati da una struttura rigida in metallo sulla quale scorrono gli attacchi mobili ai quali vengono agganciati i dispositivi anticaduta. Un calcolo strutturale è indispensabile per definire la resistenza degli attacchi e delle guide. Nel caso dei sistemi flessibili, invece, è presente una fune flessibile dotata di ancoraggi intermedi e in corrispondenza delle estremità su cui vengono fatti scorrere gli attacchi mobili con gli agganci.

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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