Siti pornografici che sponsorizzano l’Arte? Il caso Pornhub e la diffida degli Uffizi

lentepubblica.it • 19 Luglio 2021

siti-pornografici-arte-pornhub-diffida-uffiziSta facendo molto discutere la curiosa iniziativa del portale pornografico Pornhub che ha messo in moto una diffida da parte della Galleria degli Uffizi di Firenze. Scopriamo di cosa si tratta.


Si può unire la pornografia all’arte erotica e alla promozione dei contenuti d’arte?

Secondo il noto sito Pornhub la risposta sarebbe affermativa.

L’invito della piattaforma è quello di ad andare alla scoperta dei musei per scoprire le immagini erotiche disseminate al Museo d’Orsay e al Louvre di Parigi, al Metropolitan Museum of Modern Art di New York, al Prado di Madrid, alla National Gallery di Londra o agli Uffizi di Firenze.

Ovviamente la piattaforma lo ha fatto a modo suo e questo ha scatenato delle polemiche, a causa di un contenzioso per una questione legata all’uso, non autorizzato, delle immagini di opere d’arte.

Il caso Pornhub: Classic Nudes

L’iniziativa di Pornhub nasce sotto il nome Classic Nudes: si tratta di una audio guida ai capolavori dell’arte erotica presenti in alcuni dei musei più importanti del mondo.

Con tono ironico e immediato, Classic Nudes invita gli utenti ad andare alla scoperta dei musei, con la volontà di sostenerli dopo oltre un anno di chiusure e limitazioni imposte dalla pandemia.

A prestare la sua voce narrante è Asa Akira, attrice e regista pornografica, prima asiatica a vincere uno dei premi di categoria.

Inoltre, personaggio ben noto agli italiani, Ilona Staller, in arte Cicciolina, ha girato uno spot per promuovere l’iniziativa, in cui a suo modo interpreta la Venere di Botticelli, descrivendo il porno come l’attualizzazione delle operte d’Arte erotiche nella Storia.

Qui sotto potete visualizzare lo spot (abbastanza pudico, per la verità) con protagonista la nota pornostar:

Molti potrebbero anche dire: fino a qui tutto bene.

Il discorso si fa più complicato poiché questo viaggio virtuale nei musei, che pone l’attenzione solo sulle opere ad alto contenuto erotico, procede senza il preventivo permesso di chi espone direttamente queste opere, vale a dire i Musei stessi.

Cosa dice la legge italiana?

Ai sensi dell’art. 10 del Codice Civile il diritto all’immagine è un diritto della personalità tutelato dal divieto dell’abuso fatto da altri della immagine propria e dei propri congiunti.

Sono analoghe le norme sul diritto al ritratto di una persona, artt. 96 e 97 della legge sul diritto d’autore, n. 633/41.

Relativamente al mondo artistico, in Italia la normativa è piuttosto chiara quando si parla di Opere d’arte e della loro riproduzione, soprattutto a fini commerciali.

Il problema del Diritto d’Autore e del permesso per la riproduzione delle opere d’Arte

Ad occuparsene infatti è il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, meglio noto come Codice dei beni culturali e del paesaggio o Codice Urbani.

Come abbiamo già descritto in un nostro precedente articolo, la riproduzione dei beni culturali pubblici, così come la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di tali beni legittimamente acquisite, risponde infatti a una specifica normativa e a determinate regole.

Esse sono strettamente collegate con quelle in materia di diritto d’autore e quelle sulla proprietà industriale e pertanto per riprodurre o utilizzare una determinata opera a fini commerciali serve:

  • una preventiva autorizzazione da richiedere
  • il pagamento di un corrispettivo per il diritto di riproduzione dell’opera e per il diritto di riproduzione della sua immagine.

La diffida degli Uffizi a Pornhub

Anche in virtù di questo assunto, dal mondo museale italiano non sembra essere giunto particolare entusiamo per l’iniziativa.

In particolare è arrivata una dura risposta a Pornhub direttamente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, che ha espresso il proprio dissenso in una nota, rimarcando i punti sopra citati:

“Nessuno ha concesso autorizzazioni all’operazione. In Italia il codice dei beni culturali prevede che per usare a fini commerciali le immagini di un museo, opere compresse, è necessario il permesso dello stesso, che disciplina le modalità e fissa il relativo canone da pagare. Il tutto ovviamente qualora il museo conceda l’autorizzazione che, ad esempio, in questo caso difficilmente sarebbe stata rilasciata. Da qui l’inoltro a giorni da parte degli Uffizi di una diffida a Pornhub”.

E all’Estero? Come l’hanno presa?

All’Estero finora nessuno ha manifestato la stessa opinione sull’iniziativa: infatti l’unica diffida arrivata al momento sembra essere quella degli Uffizi.

Anche se, ovviamente, la Galleria degli Uffizi potrebbe essere solo la prima parte in causa ad aver preso l’iniziativa con una diffida contro Pornhub. E quindi altre azioni da parte dei Musei mondiali coinvolti non sono escluse.

Ricordiamo infatti che anche nel Resto del Mondo la normativa che riguarda lo sfruttamento delle Opere d’Arte a livello commerciale è piuttosto severa.

Esempi di normativa sul Diritto d’Autore all’estero

Ad esempio la legislazione statunitense in materia di copyright stabilisce il principio secondo cui un’opera realizzata solo dal Governo Federale non è soggetta a copyright. Ma in tutti gli altri casi, come stabilito dal Copyright Term Extension Act del 1998 (detto anche Sonny Bono Act) c’è un’estensione della tutela per quasi un secolo e mezzo: e persino le opere create non da persone fisiche, ma da persone giuridiche sono tutelate per 120 anni dalla data di creazione.

In Francia, invece, la legge Hadopi ha addirittura elevato la tutela punendo chi scarica contenuti dal web, arrivando anche al diritto penale: chiunque scarichi da Internet contenuti coperti da copyright, rischia fino a 3 anni di carcere e 300 000 euro di multa. Tutela che ovviamente, manco a dirlo, vale soprattutto per le opere d’Arte (in questo caso film, libri, o musica soprattutto).

Analoga diffida o denuncia potrebbe essere pertanto promossa a breve anche da alti Enti museali. Si tratta appunto di altri musei che, a loro insaputa, si sono visti inseriti nella piattaforma del sito pornografico.

Come si difende Pornhub?

Ed il noto sito streaming pornografico di Pornhub si difende dalle accuse, legittimando la propria scelta attaverso le parole della stessa Asa Akira, che è anche la Brand Ambassador di Pornhub.

“C’è un tesoro di arte erotica in tutto il mondo con raffigurazioni di nudi, orge e altro, che non è disponibile su Pornhub. Opere d’arte pre-Internet conservate nei musei che ora possiamo finalmente ricominciare a visitare poiché le restrizioni legate alla pandemia di Covid-19 stanno iniziando a ridursi. Quando le persone inizieranno a tornare al Louvre o al MET, potranno semplicemente aprire Classic Nudes e io sarò la loro guida. È ora di abbandonare quelle noiose registrazioni delle audioguide e godere di ogni singola pennellata di questi capolavori erotici con me”.

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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