Smart working PA: cosa cambierà dopo il 31 dicembre 2021?

lentepubblica.it • 4 Maggio 2021

smart working PA

Ecco cosa potrebbe succedere dopo il 31 dicembre 2021 per quanto riguarda lo smart working PA.


Col nuovo Decreto Legge Proroghe, approvato lo scorso 30 aprile 2021 da Mario Draghi, è stato prorogato lo smart working PA fino alla definizione dei contratti collettivi del pubblico impiego e non oltre il 31 dicembre 2021.

Il Decreto Legge Proroghe ha protratto lo smart working PA, ma con delle modifiche: il lavoro agile potrà avvenire in modalità semplificata senza la soglia del 50% precedentemente stabilita.

Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta aveva già anticipato i cambiamenti. Ma ha anche avanzato alcune ipotesi riguardo lo smart working dopo l’emergenza, soprattutto dopo il rinnovo dei contratti.

Sottolinea il ministro:

“Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone per introdurre da un lato la flessibilità coerente con la fase di riavvio delle attività produttive e commerciali che stiamo vivendo e dall’altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici.

Fino a dicembre le amministrazioni potranno ricorrere allo smart working a condizione che assicurino la regolarità, la continuità e l’efficienza dei servizi rivolti a cittadini e imprese. Un percorso di ritorno alla normalità, in piena sicurezza, concordato con il Comitato tecnico-scientifico e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti”.

Lo Smart working nella PA dopo il 31 dicembre 2021

Ma come potrebbe cambiare lo smart working della PA dopo il 31 dicembre 2021?

La norma mantiene l’obbligo per le amministrazioni di adottare il Pola (Piano Organizzativo del Lavoro Agile) che nello specifico:

  • riduce dal 60% al 15% la misura minima di attività per il lavoro agile
  • e aumenta la capacità organizzativa delle singole amministrazioni.

In questo modo, lo smart working PA, seppur adottato inizialmente per emergenza, dovrà essere integrato nei nuovi contratti di lavoro dei dipendenti pubblici e statali. E, di conseguenza, potrà essere adottato dalle amministrazioni in caso di bisogno o su richiesta del dipendente.

Nei nuovi contratti sarà presente anche il diritto alla disconnessione.

Renato Brunetta ha inoltre affermato:

“Venerdì scorso con opportuno decreto abbiamo detto: sia lasciato all’intelligenza organizzativa dei singoli uffici stabilire quanti lavoratori pubblici dovessero lavorare da remoto e quanti in presenza in ragione di efficienza, efficacia e customer satisfaction. Mettendo al centro la soddisfazione dei clienti finali, vale a dire dei 60 milioni di italiani”.

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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