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Regime fiscale per le imprese: le spese saranno deducibili per cassa

lentepubblica.it • 29 Settembre 2014

Il “decreto Crescita” ha apportato sostanziali modifiche al regime civilistico e fiscale degli interessi degli strumenti finanziari emessi da società di piccole e medie dimensioni.

Allo scopo di incentivare la ripresa economica del Paese, con il Dl 83/2012 (“decreto Crescita”) sono state introdotte alcune norme agevolative nei confronti della piccole e medie imprese. In particolare, l’articolo 32 del provvedimento ha apportato sostanziali modifiche al regime civilistico e fiscale degli interessi degli strumenti finanziari emessi da società domestiche, introducendo la possibilità di dedurre per cassa le spese di emissione dei titoli obbligazionari.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 29/E del 26 settembre, fornisce alcuni chiarimenti in merito alle modalità di deduzione delle spese di emissione di cambiali finanziarie, obbligazioni e titoli similari.

La nuova norma è stata introdotta per facilitare il ricorso da parte delle società di piccole e medie dimensioni al mercato dei capitali, offrendo anche alle imprese non abilitate la possibilità di emettere obbligazioni e di raccogliere capitale di credito alternativo a quello bancario o in sostituzione di precedenti debiti. L’intervento normativo ha permesso l’applicabilità del Dlgs 239/1996 agli interessi e altri proventi derivanti dalle cambiali finanziarie, obbligazioni e titoli similari emessi da società per azioni con azioni non negoziate, purché tali strumenti siano negoziati in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione degli Stati membri dell’Unione Europea e degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo.

Il successivo intervento normativo (articolo 21, comma 1, del Dl 91/2014) ha esteso il regime del Dlgs 239/1996 (applicato al posto della ritenuta alla fonte da parte dell’emittente) alle obbligazioni, cambiali finanziarie e titoli similari non quotati emessi da società con azioni non negoziate in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione emesse, a condizione che siano detenuti esclusivamente presso investitori qualificati.

La norma, inoltre, ha modificato, in favore degli emittenti degli strumenti finanziari, il regime di deducibilità degli interessi passivi sostenuti, con applicazione delle sole regole dettate dall’articolo 96 del Tuir.
Nel caso in cui, invece, le cambiali finanziarie, le obbligazioni e i titoli similari non siano quotati, la predetta agevolazione si applica solo nell’ipotesi in cui i titoli siano detenuti da investitori qualificati, che non detengono, direttamente o indirettamente, anche per il tramite di società fiduciarie o per interposta persona, più del 2% del capitale o del patrimonio della società emittente, e il beneficiario effettivo dei proventi sia residente in Italia o in Stati e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni.

Per agevolare ulteriormente il finanziamento delle imprese, l’articolo 32, comma 13, del Dl 83/2012 prevede che “le spese di emissione delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari … sono deducibili nell’esercizio in cui sono sostenute indipendentemente dal criterio di imputazione al bilancio”, permettendo quindi agli interessati di dedurre tali spese in via anticipata (secondo il principio di cassa) rispetto all’imputazione a conto economico.
Tale norma trova applicazione in favore non solo delle piccole e medie imprese che emettono strumenti obbligazionari, ma anche nei confronti dei “grandi emittenti (banche e società con azioni negoziate), a condizione che si tratti di titoli emessi dopo l’entrata in vigore del “decreto Crescita”.

Il documento di prassi, infine, specifica come la disposizione rappresenti una opportunità e non un obbligo, permanendo la possibilità di adottare il criterio generale di deducibilità per competenza delle spese di emissione, attraverso la ripartizione contabile effettuata in più esercizi e per tutta la durata dell’operazione di finanziamento.

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

AUTORE: Lilia Chini

 

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