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Spettacoli dal vivo – Documento con le proposte Anci

lentepubblica.it • 7 Febbraio 2014

In relazione ai documenti pervenuti, relativi alle ipotesi di riforma dei criteri di attribuzione dei contributi per lo Spettacolo dal vivo, in attuazione delle previsioni contenute all’articolo 9 del DL 91/2013 c.d. “Valore Cultura”, l’Anci sottopone al Ministro per i beni, le attività culturali ed il turismo alcune osservazioni preliminari, riservandosi di esprimere un parere formale e articolato nel momento in cui saranno trasmessi i testi definitivi dei decreti.
In primo luogo, si ritiene di condividere la necessità di una riforma generale del sistema dello Spettacolo dal vivo, che non si limiti a interventi di emergenza, ma che esprima un disegno organico e che dia certezze agli operatori, nella direzione del miglioramento della qualità e della varietà dell’offerta culturale rivolta ai cittadini.
L’approccio scelto dal Ministro, improntato alla concertazione istituzionale e alla condivisione delle scelte, appare quello più adeguato a un settore complesso e articolato, in cui le competenze sono distribuite su molti livelli.
Nel merito, le proposte che abbiamo potuto analizzare contengono certamente degli importanti elementi di innovazione, che non possono che trovare il nostro accordo, anche perché in molti casi si tratta di richieste sollecitate in più occasioni dal sistema delle Autonomie e dalle Categorie dello Spettacolo. In particolare, riteniamo molto importanti alcuni punti strategici della riforma:
– la triennalizzazione dei contributi, che consentirà di effettuare una programmazione dell’offerta certamente più razionale;
–  la forte attenzione data alle produzioni giovanili e contemporanee;
–  la maggiore “leggibilità” e trasparenza – rispetto alla situazione attuale – dei criteri e delle procedure di valutazione delle domande e l’indicazione di regole di contabilità più omogenee;
–  l’impulso dato alla multidisciplinarietà e alle azioni trasversali.
Auspichiamo che l’azione di riforma venga condotta con la dovuta gradualità e con un sistema di monitoraggio costante degli effetti dei provvedimenti adottati, in modo da ottenere il necessario equilibrio fra innovazione e salvaguardia dei presidi culturali e delle migliori esperienze.
In particolare, a nostro avviso occorrerebbe approfondire la riflessione sulla questione delle coproduzioni, prevedendo una fase intermedia prima che entrino a pieno regime le percentuali previste dalla riforma. Inoltre i soggetti pubblici come i teatri nazionali dovrebbero avere la possibilità di co-produrre anche con le compagnie indipendenti.
Infine, invitiamo ad approfondire l’attenzione alle forme di Spettacolo di qualità più attuali e vicine alle sensibilità delle giovani generazioni – anche se distanti dalle tradizioni consolidate del settore – prevedendo in particolare azioni di sistema, da realizzare in maniera coordinata con i Comuni e le Regioni, che ne consentano il sostegno e la promozione.

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