Ok dalla Commissione UE allo Split Payment: le Imprese a rischio?

lentepubblica.it • 16 Giugno 2015

anac, fisco, residualeVia libera dalla Commissione Europea allo Split Payment. Lo strumento ideato per la lotta all’evasione fiscale, ma osteggiato dalle imprese in crisi di liquidità, sarà in uso nel triennio 2015 – 2017 anche se attende l’ok finale del Consiglio.

 

“Il via libera alla misura sullo split payment concesso da Bruxelles rappresenta un passo indietro rispetto all’attenzione dimostrata negli ultimi anni sul tema della liquidità delle imprese e dei pagamenti della Pubblica Amministrazione”, dichiara il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti. “Lo split payment è una misura anti-Pmi: sottrae risorse dovute alle imprese, pari a 1,3 miliardi di euro all’anno solo nelle costruzioni, danneggiando così ulteriormente un settore già fortemente piegato dalla crisi e dal credit crunch”.

 

La norma, come è noto, stabilisce che la PA non versi più l’IVA ai suoi fornitori, che la addebitano regolarmente in fattura, ma direttamente al Fisco.

 

Rete Imprese Italia aveva già dichiarato che sarebbe stato necessario “abrogare immediatamente lo split payment ed il reverse charge Iva (abrogato invece dall’UE, ndr), che crea tanti danni finanziari alle imprese, in un momento storico nel quale l’equilibrio finanziario rappresenta un elemento importante per agganciare i timidi segnali di ripresa, come può, la sua mancanza, decretare la morte di un’attività economica”.

 

Le imprese intermedie, in genere, compensano l’imposta che incassano sulle vendite con quella pagata ai fornitori. Dal primo gennaio 2015 non accade più così. Qualunque soggetto della PA che riceve una fattura, trattiene l’Iva e la versa direttamente al fisco. Una gigantesca sottrazione di risorse dai flussi di cassa.

 

Secondo lo studio dell’Osservatorio permanente della CNA sulla tassazione delle piccole imprese, parliamo di oltre un miliardo e mezzo al mese: 18 miliardi all’anno.

 

E se le imprese non avessero i soldi per riequilibrare il flusso finanziario di cassa e, quindi, dovessero andare in banca per finanziarsi, quanto spenderebbero? Non meno di 920 milioni di euro all’anno, ha calcolato l’Osservatorio della CNA.

 

A patto che trovino una banca disponibile a sborsare i soldi. E ad applicare sempre e a tutte un interesse che per le piccole imprese sicuramente non è inferiore al 6%.

 

Ricordiamo, pertanto, che in base alla norma dello split payment, che fa parte della legge di Stabilità, le amministrazioni pubbliche pagano al fornitore la somma dovuta ma versano l’Iva direttamente all’erario. Lo split payment come è risaputo si inserisce nella strategia di lotta all’evasione messa in campo dal governo.

 

 

Fonte: Confcommercio
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