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Studi di settore: via libera ai correttivi anticrisi

lentepubblica.it • 10 Aprile 2015

indicatoriApplicata una nuova metodologia impostata sui modelli lineari misti, utile per stimare l’effetto della crisi economica su ricavi e compensi tramite la componente random.

 

La Commissione degli esperti ha dato oggi il via libera ai correttivi anticrisi per 204 studi di settore relativi al periodo d’imposta 2014. Gli interventi esaminati dall’organismo collegiale tengono in considerazione la particolare fase attraversata dall’economia nazionale. Per raggiungere questo scopo, sono state analizzate numerose informazioni provenienti da diverse istituzioni: il ministero dello Sviluppo economico, la Banca d’Italia, l’Istat, le associazioni di categoria, gli osservatori regionali e altri istituti di ricerca. Su questo ricco patrimonio informativo si è concentrata l’attenzione della Commissione, ricorrendo a una nuova metodologia basata sui modelli lineari misti, al fine di stimare l’effetto della crisi economica sui ricavi/compensi tramite la componente random. Tra i vantaggi della nuova metodologia vi è una maggiore robustezza sul piano statistico, nonché la possibilità di analizzare e scartare i soggetti anomali.
Anche quest’anno, in base ai dati 2013 esaminati durante la riunione della Commissione, sono risultati naturalmente congrui 7 contribuenti su 10. A livello nazionale, infatti, è emerso che il 71,4% dei contribuenti interessati dagli studi di settore 2013 risulta naturalmente congruo (per l’anno precedente la percentuale era del 73,3%), mentre il 9,5% è risultato congruo per adeguamento. Il dato dei contribuenti che hanno utilizzato, per il 2013, il campo annotazioni per motivare casi particolari di non congruità ammonta a 338.445, mentre sono 63.484 i soggetti che lo hanno adoperato in relazione alla crisi economica.

 

Quattro tipologie contro la crisi

I correttivi approvati oggi rientrano nelle seguenti quattro categorie:

 

 

  • correttivi congiunturali di settore
  • correttivi congiunturali territoriali
  • correttivi congiunturali individuali
  • interventi relativi all’analisi di normalità economica.

 

 

La prima categoria (congiunturali di settore) prende in considerazione la contrazione dei margini e del minor utilizzo degli impianti.
La seconda, invece, prevede l’introduzione di un fattore di correzione applicato al ricavo/compenso teorico per singola area territoriale.
La tipologia dei congiunturali individuali ha l’obiettivo di adattare la funzione di ricavo/compenso in presenza di una contrazione del livello di efficienza produttiva riferibile al singolo soggetto e tiene conto della ritardata percezione dei compensi a fronte delle prestazioni rese.
L’ultima categoria di correttivi (relativi all’analisi di normalità economica), infine, fa riferimento all’indicatore “durata delle scorte” ed è applicabile nel caso di aumento di merci e prodotti invenduti in magazzino e contrazione delle vendite.

 

Sono interessati dalle prime tre categorie di correttivi tutti gli studi di settore, con l’esclusione dei professionisti che utilizzano il modello a prestazioni. La quarta categoria, invece, riguarda i contribuenti che, seppur coerenti rispetto alla gestione delle esistenze iniziali, hanno subito una situazione di crisi, nel periodo, tale da presentare una contrazione dell’efficienza produttiva nel 2014 rispetto al triennio 2011-2013.

 

Analisi e monitoraggio settore per settore

L’attività di monitoraggio dell’andamento dei settori economici effettuata sul territorio nazionale ha esaminato, oltre alle informazioni fornite dalle associazioni di categoria, anche i dati relativi alle comunicazioni e dichiarazioni annuali Iva 2014. Le elaborazioni sono state realizzate su un panel di circa 2,1 milioni di contribuenti che hanno applicato gli studi di settore nel quadriennio 2010-2013.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate - articolo di Vito Rossi
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