Gli esperti esprimono un parere positivo sull’evoluzione dei nuovi studi di settore 2015

lentepubblica.it • 11 Dicembre 2014

La Commissione, riunita oggi presso la sede della Sose, ha espresso parere favorevole anche per gli studi di settore del 2014: pieni voti, in particolare, per il comparto commercio.

Via libera degli esperti alla programmazione degli studi di settore in evoluzione per l’anno 2015.

La commissione ha dato l’ok anche per gli studi di settore in evoluzione per il 2014, esprimendo parere favorevole per quelli del comparto commercio.
Per gli altri comparti relativi agli studi di settore, la Commissione si è così espressa:

– servizi: parere favorevole con la sola astensione di Cna – Casartigiani – Confartigianato per lo studio WG75U (“Installazione di impianti elettrici, idraulico-sanitari e altri impianti”)

– manifatture: parere favorevole con la sola astensione di Cna – Casartigiani – Confartigianato per lo studio WD19U (“Fabbricazione di porte e finestre in metallo, tende da sole”)

– professionisti: parere favorevole con la sola astensione del rappresentante della Fna – Federazione nazionale amministratori immobiliari, per lo studio WK16U (“Amministrazione di condomini, gestione di beni immobili per conto terzi e servizi integrati”).

 

Gli studi di settore sono uno strumento che il fisco italiano utilizza per rilevare i parametri fondamentali di liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese.

La parte principale consiste nella raccolta sistematica dei dati che caratterizzano l’attività e il contesto economico in cui opera l’impresa, allo scopo di valutare la sua capacità reale di produrre reddito e sono impiegati per l’accertamento induttivo degli esercenti arti e professioni e imprese.

Sono frequenti i casi di professionisti che svolgono doppia o tripla attività, incorrendo talvolta in incongruenze con gli studi di settore tali da far scattare un accertamento. L’avviso di accertamento da Studi di Settore, per essere fondato, necessita del riscontro di ulteriori prove oltre alla mera difformità tra quanto dichiarato e le medie del settore. L’introduzione in Italia è avvenuta con decreto legge 30 agosto 1993 n. 331[1], convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993 n. 427, a partire dal 30 agosto 1993[2] e si è, di anno in anno, arricchita di nuove tabelle relative alla grande maggioranza dei settori di attività.

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

 

 

studi di settore

 

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