Taglio dei Parlamentari, dal Senato arriva l’ok

lentepubblica.it • 12 Luglio 2019

taglio-parlamentari-senatoTaglio dei Parlamentari, dal Senato arriva l’ok con 180 sì e 50 no, Forza Italia lascia l’aula. Ora la parola torna alla Camera: il via libera definitivo atteso per settembre.


L’aula del Senato ha approvato, in seconda deliberazione, il ddl contenente modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei parlamentari. I si’ sono stati 180, i no 50, nessun astenuto. Il provvedimento torna alla Camera.

DI MAIO: TAGLIO PARLAMENTARI FINE INGORDIGIA POLITICA

“Il taglio dei parlamentari è la fine di una ingordigia politica che è andata avanti per decenni”. Luigi Di Maio lo dice dopo il voto al Senato, parlando in strada. “Tagliamo ai politici e ridiamo al popolo”, aggiunge, che “si riappropria di soldi che erano suoi”.

Certo, segnala Di Maio, “è stata una partita difficile” quella di “una riforma che taglierà le poltrone e fara risparmiare circa 500 milioni di euro a legislatura”. Ora, invece, garantisce, “taglieremo le poltrone e metteremo i soldi nelle cose importanti per i cittadini italiani”.

DI MAIO: ULTIMA VOTAZIONE INIZIO SETTEMBRE ALLA CAMERA

La riforma che prevede il taglio dei parlamentari “è un’altra promessa mantenuta che adesso aspetta l’ultima votazione alla Camera, verosimilmente nei primi giorni di settembre, ed e’ un’occasione per ribadire il nostro modo di amministrare lo Stato: tagliamo privilegi, tagliamo ai politici e ridiamo al popolo”. Luigi Di Maio lo dice fuori dal Senato.

Quella di oggi è stata “una votazione più difficile perché era al Senato, alla Camera c’è una maggioranza più ampia, passato qui la strada è in discesa e deve diventare legge il prima possibile”, aggiunge Di Maio.

FRACCARO: FI INCOERENTE, PRIMA OK POI MOLLA E LASCIA AULA

“Ringrazio i parlamentari della maggioranza e anche quelli dell’opposizione che hanno votato coerentemente con quello che hanno fatto nelle prime due letture. Ricordo il cambio di posizione di Forza Italia che sia alla Camera che al Senato prima delle Europee hanno votato a favore del cambio e adesso che i giochi si fanno duri hanno deciso di mollare e uscire dall’Aula. Altri sono stati più coerenti”. Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Fraccaro ringrazia i parlamentari “che “hanno finalmente messo gli interessi dei cittadini davanti a quelli personali, davanti a quelli dei politici, della partitocrazia”.

Fonte: Agenzia DIRE (www.dire.it)
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