Tariffe dell’acqua d’ora in poi con consumi effettivi?

lentepubblica.it • 26 Maggio 2016

acqua-rubinettoApprovato l’emendamento al ddl sulla concorrenza che demanda all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico di stabilire le modalità affinché le fatture relative alla somministrazione dell’acqua con il sistema di misura al contatore includano l’indicazione dell’effettivo consumo riferito alla singola utenza ove il contatore sia reso accessibile, e che la lettura sia tecnicamente possibile. Questo è quanto prevede l’emendamento a firma della senatrice Paola Pelino (Forza Italia) approvato, nella giornata di ieri, al disegno di legge sulla concorrenza in esame nella commissione industria del senato.

 

Il servizio idrico, inoltre, diventa di interesse economico e smette di essere qualificato come servizio pubblico privo di rilevanza economica, sottratto alla libera concorrenza e realizzato senza fini di lucro. Gestione ed erogazione del servizio possono essere nelle mani dello stesso soggetto (anche società di capitale quotate in borsa), acquedotti, fognature, impianti di depurazione e altre infrastrutture non sono affidate necessariamente a organi di diritto pubblico.

 

Il metodo di determinazione delle attuali tariffe dell’acqua – per uso domestico e non – trae origine dai provvedimenti C.I.P. (Comitato Interministeriale Prezzi) n. 45-46 del 1974, le cui modalità di esecuzione sono state esplicate da un ulteriore provvedimento, il n. 26 del 1975. Successivamente, la legge n. 36/1994 (legge Galli) ha rivoluzionato – questo era l’intento – il sistema tariffario esistente.

 

Per le utenze domestiche le fasce di consumo possono essere così sintetizzata: un quantitativo contrattualmente impegnato (c.d. “minimo impegnato”), che l’utente deve comunque pagare al gestore anche per consumi reali inferiori. All’interno di questo primo livello deve essere individuato un minimo garantito per le necessità domestiche essenziali (CDE) da computare in base ad una tariffa definita “agevolata”. Mentre i consumi superiori al CDE compresi nel minimo impegnato devono essere fatturati a “tariffa base”. I consumi che eccedono il minimo impegnato (o la fascia della tariffa base) sono fatturati, al fine di contenere gli sprechi, a tariffe superiori a quella di base.

 

L’Autorità per l’energia ha introdotto i nuovi obblighi per i gestori della rete idrica che, grazie ad una maggior corrispondenza tra consumi effettivi e fatturazione l’utente finale potrà risparmiare denaro e godere di maggiori tutele. Un utilizzo più efficiente sarà in grado anche di minimizzare gli sprechi aumentando la consapevolezza di consumo di una risorsa fondamentale come l’acqua.

 

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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