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Tasse sulle locazioni brevi: portali di prenotazione si rifiutano?

lentepubblica.it • 20 Luglio 2017

Prenotare-un-hotel-su-internet-i-siti-padroni-del-mercatoFederalberghi prende posizione sul rifiuto dei portali di prenotazione ad ottemperare alle nuove norme: “necessario un accertamento urgente per stanare gli evasori e sanzionarli in modo esemplare”.


 

“La posizione dei portali di prenotazione che si rifiutano di applicare le nuove leggi in materia di tassazione sulle locazioni brevi, è inqualificabile ed inammissibile.” E’ il commento di Federalberghi sulle dichiarazioni dei rappresentanti di Airbnb e delle altre piattaforme, che dichiarano di essere impossibilitati ad applicare le nuove norme. “Un conto è chiedere qualche giorno in più per mettersi in regola, anche se – prosegue la Federazione degli albergatori – fa sorridere la circostanza che i colossi del web non riescano a calcolare il 21% di quanto incassato.

 

In fin dei conti, si tratta della stessa formula matematica che utilizzano per calcolare le commissioni di loro spettanza. Ma se invece questa è una dichiarazione di guerra allo Stato, ci aspettiamo che lo Stato risponda nell’unico modo possibile: un accertamento urgente per stanare gli evasori e sanzionarli in modo esemplare”. Federalberghi auspica che “l’Italia segua il buon esempio delle Baleari, che proprio oggi (18 luglio, ndr) hanno annunciato sanzioni fino a 400mila euro per le piattaforme digitali che non provvederanno ad eliminare appartamenti irregolari e abusivi”. Federalberghi rammenta inoltre il suggerimento formulato durante la discussione della manovrina: “occorre irrobustire la disposizione, prevedendo disincentivi per gli host che si rivolgono a portali poco trasparenti. Ad esempio, esentare dall’obbligo di registrazione unicamente i contratti stipulati per il tramite degli intermediari che trasmettono i dati all’Agenzia delle Entrate”.

 

 

Fonte: Confcommercio
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