Terremoto in provincia di Catania: INGV monitora la situazione

lentepubblica.it • 27 Dicembre 2018

terremoto-provincia-catania-ingvA seguito del terremoto in provincia di Catania, l’INGV tiene sotto stretto controllo la zona alle pendici dell’Etna: ci sono centinaia di sfollati e si contano i danni.


Si tratta della scossa più violenta da quanto lo scorso 24 dicembre è iniziata l’eruzione del vulcano Etna. Al momento sono sei i comuni che hanno registrato i danni maggiori, numerosi sono i feriti – nessuno in pericolo di vita – e fortunatamente non vi sono stati morti.

 

Tra i Comuni maggiormente colpiti Zafferana Etnea, Fleri, Santa Venerina, Aci Bonaccorsi, Viagrande e Trecastagni (vicino a questi ultimi due comuni si è registrato l’epicentro).

 

L’INGV monitora la situazione

 

Secondo quanto riportato dal blog dell’INGV:

 

Il terremoto delle ore 03:19 del 26 Dicembre è verosimilmente legato all’attivazione della faglia Fiandaca e della faglia di Pennisi, due delle strutture più meridionali del sistema tettonico delle Timpe. Il danneggiamento maggiore è infatti distribuito lungo tali strutture vulcano-tettoniche, insieme ai vistosi effetti di fagliazione superficiale associati all’evento sismico. 

 

E’ opportuno segnalare che il terremoto non risulta generato da movimenti di masse magmatiche presenti in area epicentrale, bensì rappresenta, probabilmente, la risposta fragile del fianco orientale del vulcano ad uno stress indotto dal sistema magmatico che in questo momento è sorgente dell’eruzione. Spesso accade, infatti, che l’intrusione di un dicco magmatico trasferisca uno stress alle strutture tettoniche circostanti provocando terremoti anche di elevata magnitudo.

 

L’attuale situazione eruttiva poco si discosta dalla casistica più riconosciuta per le eruzioni effusive etnee, in occasione delle quali un trasferimento di stress dalle masse intruse verso le porzioni più superficiali dei fianchi del vulcano può generare l’innesco di terremoti anche diversi chilometri lontano dai centri eruttivi.

 

L’Osservatorio Etneo dell’INGV sta continuamente monitorando l’evolversi dei fenomeni in stretto contatto con il Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e tutte le Autorità di Protezione Civile.

 

Danni e sfollati

 

L’ipocentro è stato registrato a solo un chilometro di profondità. Ed è questo il motivo per cui la scossa sarebbe stata avvertita di più. Alcuni edifici vecchi dei centri storici hanno riportato alcuni danni. Ci sono anche 28 feriti ma non gravi. Hanno solo riportato alcune ferite superficiali da codice verde.

 

La paura dei cittadini è stata evidente anche nei video ripresi dalle persone subito dopo la scossa.

 

 

Arrivato anche il numero degli sfollati. Secondo quanto emerso dalle richieste presentate alla Regione Siciliana che ha redatto una convenzione con Federalberghi per poterle ospitare in strutture turistiche, le persone bisognose di assistenza sarebbero almeno 600. Altre, pur non vivendo in case dichiarate inagibili, hanno paura a rientrare a casa e saranno quindi ospitate in palazzetti dello sport dove hanno trascorso la notte.

 

La scossa ha anche provocato dei danni alle chiese a Pennisi e al Sacro Cuore di Santa Venerina. È crollata anche qualche casa ormai vecchia a Zafferana Etnea.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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