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Terremoto: i Sindaci attivano linea coordinamento dei contributi e IBAN per raccolta fondi

lentepubblica.it • 29 Agosto 2016

sindaci, governo, fusioniÈ partita la gara di solidarietà dei Comuni italiani, coordinata dall’ANCI, per portare aiuto e soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto nel Centro Italia.

 

Grazie all’immediata e spontanea attivazione della sensibilità e del sentimento di mutuo soccorso tra i Sindaci, sono già decine le città pronte a partire con le loro strutture alla volta dei territori colpiti, per portare acqua, cibo, letti, coperte, cucine da campo e know how per la fase di primo soccorso e per la successiva fase di ricostruzione. Tra queste, ma il numero cresce di minuto in minuto, le prime municipalità attivatesi per dare un contributo sono Torino, i Comuni della provincia di Mantova (che hanno già unito le forze), Catania, Napoli, Firenze, Bologna, L’Aquila, oltre ovviamente ai Comuni capoluogo di Lazio, Umbria e Marche. Tutti i Comuni che volessero unirsi alle iniziative già in corso, possono fare riferimento alla linea dedicata attivata dall’ANCI, scrivendo a protezionecivile@anci.it, oppure contattando i numeri 06.68009329  o 3463138116.

 

Nei territori, e per iniziativa dei sindaci e degli amministratori, è partita anche la corsa alla raccolta di fondi per la ricostruzione. Anche in questo caso l’ANCI coordina le iniziative dei singoli Comuni: i versamenti possono essere destinati al conto corrente intestato ad ANCI, con causale ‘Emergenza terremoto centro Italia’.

 

Queste le coordinate IBAN: IT27A 06230 03202 000056748129.

 

L’ANCI nazionale si è inoltre attivata per garantire la presenza di tecnici comunali specializzati in valutazione dei danni per il supporto amministrativo agli UTC dei comuni colpiti e degli stessi sindaci nonché delle schede AEDES della Protezione civile.

 

Intanto si muove la macchina della solidarietà anche tra i rifugiati inseriti nelle strutture dello Sprar: gli ospiti delle strutture di Gioiosa Ionica, in Calabria, hanno deciso di devolvere il loro pocket money ai migranti ospitati fino a oggi ad Amatrice.

Fonte: IFEL - Fondazione ANCI
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