Troppe attività non essenziali aperte: la denuncia dei Sindacati

lentepubblica.it • 24 Marzo 2020

troppe-attivita-non-essenziali-aperteCOVID19, per Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil “Il Governo ha ceduto alle pressioni di Confindustria”.


Troppe attività non essenziali aperte: in una nota i tre segretari generali Marco Falcinelli, Nora Garofalo, Paolo Pirani specificano che

“Filctem Femca e Uiltec Nazionali condividono il documento unitario delle Confederazioni e garantiranno copertura politica per tutte le iniziative che le strutture e le Rsu, appartenenti ai settori aggiunti nello schema del decreto”.

Ecco il testo del comunicato stampa.

Troppe attività non essenziali aperte

Il decreto del Governo sulle attività essenziali ha allargato eccessivamente le maglie. Infatti l’elenco delle attività contenute nel decreto è troppo ampio e sta consentendo a tante aziende di tornare indietro rispetto all’ipotesi di sospensione dell’attività.

È evidente che il Governo ha ceduto alle pressioni di Confindustria. La quale cinicamente continua ad anteporre la logica del profitto a quella della tutela della salute dei lavoratori.

Nonostante abbia firmato il Protocollo sulla sicurezza insieme al Governo e alle OO.SS. non ha perso tempo ad attivare il suo ruolo di lobby per cambiare i contenuti del decreto.

Se Cgil Cisl e Uil non fossero intervenute nella serata di ieri minacciando lo sciopero generale per ridurre le attività considerate essenziali contenute nel decreto ci saremmo trovati oggi di fronte ad un decreto che sostanzialmente modificava poco rispetto alla situazione precedente.

Inoltre, i contenuti del decreto conferiscono ampi poteri di deroga, rispetto al criterio di essenzialità, al Ministero delle Attività produttive e dell’Economia e Finanza. Oltre ad ampliare il potere sulla stessa materia alle Prefetture.

Infine per tale motivo condividiamo la scelta di Cgil Cisl e UIL di richiedere urgentemente ai suddetti Ministeri un incontro finalizzato a modificare l’elenco dei codici Ateco contenuti nell’allegato 1 al dpcm del 22 marzo.

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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