Truffa del “sì” telefonico: come difendersi dalle operazioni fraudolente?

lentepubblica.it • 10 Febbraio 2020

truffa-del-si-telefonico-come-difendersiSpesso una chiamata da un call center, se questo non è trasparente e affidabile, nasconde molte insidie: tra le quali la truffa del “sì”.


Truffa del “sì” telefonico: come difendersi? Si tratta di un’esperienza fastidiosa, questa relativa a questo meccanismo “poco ortodosso”: call center collegati (o meno) ad alcuni operatori telefonici hanno ideato un nuovo e subdolo metodo per ingannare i loro clienti.

Di cosa si tratta nello specifico? Come difendersi?

Truffa del “sì” telefonico: come difendersi?

Purtroppo questa pratica è figlia di chi svolge il lavoro di operatore telefonico in modo sleale. Nello specifico, funziona in questo modo: durante la telefonate vengono poste una serie di domande che apparentemente sembrano innocue.

A titolo esemplificativo (e ponendo esempi palesemente generici): “Sto parlando con il signor tal dei tali?” “Lei vive in questa specifica zona di questa città?”.

In realtà queste domande hanno lo scopo di ricevere delle risposte secche “si” e “no”. Così facendo l’operatore telefonico prende atto di queste risposte per registrarle e utilizzarle in un secondo momento durante la registrazione del contratto.

E quindi come difendersi da questa pratica?

In primo luogo occorre provare a non pronunciare mai la parola “sì” in questo tipo di telefonate. In secondo luogo, per evitare contratti indesiderati, ottenuti in maniera altrettanto subdola, bisogna stare anche attenti a non fornire tutta una serie di dati sensibili quali i propri dati anagrafici; il codice POD e/o PDR, codici univoci che identificano l’ impianto per il prelievo dell’energia elettrica o del gas; il codice fiscale; e, infine il codice IBAN.

Ovviamente, a truffa avvenuta, la prima cosa da fare è quella di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno per “disconoscere il contratto”.

Nessun allarme comunque

Nella maggior parte dei casi, infatti, non c’è un margine concreto per poter truffare impunemente una persona.

Secondo la “direttiva consumatori” attuata in Italia con il d.lgs. n.21 del 21 febbraio 2014, infatti serve

” […] la necessaria conferma scritta dei contratti conclusi per telefonoil contratto non vincola chi riceve telefonate promozionali, se alla telefonata non fa seguito un contratto scritto che contenga tutte le informazioni utili al consumatore in modo chiaro dettagliato e che ha effetto solo dopo esser stato accettato e firmato per iscritto, anche con firma elettronica.”

In pratica, senza contratto scritto da firmare a casa, legalmente non c’è stato alcun accordo e quindi non vi possono cambiare fornitore o cambiare un’offerta in corso.

Quindi qualsiasi situazione è facilmente ribaltabile e chi tenta di fare il furbo rischia grosso.

Tuttavia il consiglio, per evitare rogne e lungaggini burocratiche, rimane sempre: stiamo attenti a dire di “sì” al telefono.

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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