Vaccini in vacanza: quali sono le regole in Italia

lentepubblica.it • 10 Giugno 2021

vaccini in italiaIn Italia la campagna vaccinale sta andando a gonfie vele, ma come ci si comporterà coi vaccini in vacanza quest’estate?


Grazie all’arrivo delle nuove dosi, la campagna vaccinale in Italia sta andando molto bene: ogni giorno si aprono nuove categorie, per poter puntare ad una vaccinazione di massa e all’immunità di gregge.

Ma se da un lato, la campagna vaccinale sta andando a gonfie vele, dall’altro le prenotazioni di questi giorni porteranno gli italiani a fare la seconda dose proprio nei mesi estivi, a ridosso delle vacanze.

Vediamo allora quali sono le novità sulla seconda dose dei vaccini in vacanza.

Vaccini in vacanza: quando le seconde dosi?

L’inverno è ormai solo un ricordo: l’avvicinarsi dell’estate e l’avanzamento della campagna vaccinale hanno riportato un po’ di speranza per la lotta contro il Covid-19.
Complici le riaperture e le tante regioni che stanno diventando bianche, molti italiani stanno iniziando a pianificare le vacanze estive.

Ma se fino a poco tempo fa, bastava organizzarsi con le ferie e le prenotazioni, in questo 2021 un’altra incognita si sta facendo avanti: la prenotazione del vaccino.

Grazie all’apertura delle nuove classi di età in tutte le regioni, molti italiani (soprattutto i più giovani) stanno prenotando il proprio appuntamento per il vaccino. Perciò, per molti italiani la seconda dose cadrà proprio durante le vacanze estive.

Il tempo tra la prima e seconda dose cambia a seconda del tipo di vaccino scelto e dalla Regione:

  • Per il Pfizer ci sono delle differenze a seconda delle Regioni: l’intervallo di tempo può variare dai 21 ai 42 giorni.
  • Anche per il Moderna ci sono delle differenze a seconda delle Regioni e l’intervallo di tempo va dai 28 ai 42 giorni.
  • Il vaccino AstraZeneca è quello che ha i tempi più lunghi, l’intervallo di tempo, infatti, non deve superare le 12 settimane.

Ovviamente da questo discorso è escluso il vaccino Johnson&Johnson, poiché prevede una sola dose.

Vaccini in vacanza: si possono fare anche in un’altra Regione?

vaccini in italiaIl settore del turismo è stato sicuramente uno dei più colpiti dalla pandemia di Covid-19 e molti operatori del turismo sperano che l’estate del 2021 sia più favorevole.

Ma molti italiani si sono ritrovati in una posizione scomoda riguardo alla prenotazione del vaccino. Poiché la seconda dose ricadrebbe nei mesi di luglio e agosto, proprio durante le vacanze estive.

Secondo i dati del Ministero della Salute, gli italiani che attenderanno la prima dose di vaccino o il richiamo tra luglio e agosto sono 20 milioni, un terzo della popolazione nazionale.

Il Commissario per l’Emergenza Francesco Figliuolo ha affermato che:

“La Conferenza delle Regioni mi ha chiesto la possibilità di essere ancor più flessibile e dare la facoltà di fare anche in casi particolari la seconda dose in vacanza. Ho appena firmato la risposta: per la struttura va bene, ci organizzeremo e faremo gli opportuni bilanciamenti logistici delle dosi. Dal punto di vista dei flussi informativi le procedure sono già state limate, ora le Regioni le dovranno mettere in pratica”.

La questione è ancora piuttosto nebulosa: Figliuolo ha chiesto alle Regioni di avere flessibilità sui vaccini, richiedendo la possibilità per i cittadini di anticipare o posticipare la dose (sempre secondo i termini fissati dalle case farmaceutiche). Ma c’è chi avanza l’ipotesi di praticare anche i vaccini in vacanza, quindi in un’altra Regione che non sia quella di provenienza.

Per ora solo il Veneto ha aderito a questa iniziativa, mentre il Piemonte e la Liguria hanno firmato un accordo bilaterale per somministrare il vaccino ai propri residenti in vacanza nell’altra Regione.

Secondo quanto detto alla Conferenza delle Regioni, la seconda dose verrà data a chi soggiornerà lontano da casa per almeno due settimane e solamente nel mese di agosto.

Ovviamente questa seconda ipotesi mette in luce alcuni problemi logistici: infatti, tutte le Regioni hanno una piattaforma di prenotazione diversa e le dosi andrebbero trasferite da una Regione all’altra. Oltretutto la situazione si complicherebbe per le Regioni a più alto tasso di turismo, come il Lazio, la Toscana, la Sardegna e la Sicilia.

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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